Il bilancio di mister Pregnolato «Il gruppo è cresciuto, bene così»
FERRARA. Inizia con una telefonata a inizio dicembre il ritorno in biancazzurro, questa volta in qualità di allenatore della formazione Berretti, dell’ex centrocampista spallino Giuseppe Pregnolato...
FERRARA. Inizia con una telefonata a inizio dicembre il ritorno in biancazzurro, questa volta in qualità di allenatore della formazione Berretti, dell’ex centrocampista spallino Giuseppe Pregnolato (alla Spal dal 1982 al 1986). Amico ed ex compagno di squadra dell’attuale tecnico della Spal, Massimo Gadda, che lo indica alla società, per Pregnolato si apre così la possibilità di ritornare in panchina.
Pregnolato eredita dal suo predecessore Massimo Pedriali una squadra che in 11 partite ha raccolto la miseria di 4 punti: troppo poco per una squadra che, pur costruita in ritardo, esce sconfitta da match sulla carta alla portata (Virtus Vecomp, Castiglione, Delta). Una formazione che fatica a fare gol e invece ne subisce con troppa facilità, spesso sciogliendosi dopo esser passata in svantaggio.
A Pregnolato viene chiesto di ricostruire il morale del gruppo, far crescere i ragazzi e chiudere in maniera dignitosa il torneo. L’avvio è incoraggiante, con il successo a Venezia (1-2), poi chiude il torneo con 24 punti, raccogliendo risultati positivi contro le squadre alla pari e registrando poche battute a vuoto, riuscendo così a mettersi alle spalle Virtus Vecomp Verona, Castiglione, Delta e Real Vicenza.
«Abbiamo fatto un bel campionato, chiudendo alla grande contro il Real Vicenza - esordisce così Giuseppe Pregnolato nello stilare il bilancio a fine stagione -. Nella partita finale siamo stati bravi a trasformare in rete ogni occasione avuta, purtroppo nelle gare precedenti non è andata sempre così. Si è chiuso in bellezza, sono contento di quel che ho fatto in quattro mesi e mezzo. Il bilancio è positivo. Abbiamo vinto partite giocando non benissimo, come con il Delta, oppure giocato bene e perso, come con l’imbattuto Mantova. Brutte prestazioni solo con Feralpi Salò e Sud Tirol. La nostra gara più bella penso sia stata con la Reggiana, vinta 3-1 dopo che i ragazzi avevano perso 6-0 all’andata. È un gruppo che è cresciuto costantemente dal mio arrivo. Ho lavorato sulla testa dei ragazzi, abbiamo ritrovato l’entusiasmo e anche l’ambiente che segue la Berretti è ritornato al campo. Ho visto serietà negli allenamenti».
Poi, una nota personale: «Il mio ritorno? Sono cresciuto calcisticamente nella Spal, per me è stato un onore tornare e ho cercato di trasmettere queste motivazioni ai ragazzi. Qualche nome? Credo che per molti di loro sia tempo di confrontarsi con un campionato di serie D o in una buona squadra d’Eccellenza. Tomanin non lo scopro io ed è stato convocato più volte dall’under di categoria; ho visto crescere Macagno, Lodi, Nava e Atzori, ragazzi che magari prima avevano avuto poco spazio».
E il futuro biancazzurro: «Molto probabilmente per il prossimo anno cambieranno tantissimi ragazzi. Però qualche ’97 interessante già c’è. Il mio futuro? Spero di restare, ma finché gioca la prima squadra sono discorsi prematuri. Qualcosa per il prossimo anno già abbiamo fatto, schierando i vari Curci, Merighi... Vorrei veder crescere questi ragazzi. Al termine della mia carriera da calciatore avevo già allenato la Berretti del Ravenna, sono contento di aver ripreso ad allenare per un settore giovanile. Valuteremo a breve, il mio desiderio è quello di restare».
Pasquale Matarazzo
