Coach Furlani e la nuova pelle del suo gruppo
«Siamo dovuti diventare una formazione più perimetrale Adesso dobbiamo unirci ancora di più e difendere assieme»
FERRARA. È stato anche un capolavoro tattico, la vittoria della Mobyt in “gara uno”. Già contro Roseto, nell’ultimo match della stagione regolare, s’erano visti importanti segnali di quella che sarebbe stata l’ennesima mutazione della squadra di Furlani. E contro Ravenna, nel primo appuntamento playoff, il nuovo assetto è servito per tenere costantemente sotto una squadra che ha panchina più lunga e sicuramente maggiore peso. Merito di un gioco sbilanciato verso l’esterno, che l’Acmar non è riuscita a limitare. «Durante la stagione ci accusavano di essere una squadra troppo difensiva» ha sottolineato coach Furlani nel dopo gara. «Contro Ravenna abbiamo vinto grazie ad una buona capacità balistica e una buona percentuale nel tiro da tre punti. Abbiamo tirato bene con più giocatori. Gli americani, ovviamente, ma sono stati importanti nel tiro da tre anche Ferri, Andreaus e Spizzichini che con una tripla ha chiuso la gara. Questo significa anche che abbiamo giocato e tirato con sufficiente serenità. Già con Roseto avevamo dimostrato di sapere attaccare con buone percentuali. In “gara uno” ne abbiamo avuto la conferma».
La Mobyt ha dovuto fare di necessità virtù. «Dovevamo cambiare il nostro modo di giocare dopo che gli infortuni ci hanno tolto peso sotto canestro. Necessariamente siamo dovuti diventare una squadra più perimetrale, coinvolgendo nel gioco di più i piccoli e usando Amici come finto lungo: soluzione che ci apre maggiori spazi e possibilità. L’attacco alla zona è andato bene, sia al tiro che con penetrazioni e scarichi. Paradossalmente abbiamo fatto più fatica quando Ravenna è passata a uomo». Il primo round della sfida con l’Acmar va in archivio con una prestazione soddisfacente e davvero di alto livello della Mobyt, che ha messo in campo determinazione fin dal primo minuto. Ovvio, però, che Ferrara ha speso tante energie. «Nelle serie così lunghe serve far rifiatare i giocatori importanti. Vinta “gara uno” dobbiamo riprovarci già martedì (domani; ndr). Non pensiamo affatto che Ravenna ci soffra e, tanto meno, ci siamo montati la testa vincendo la prima partita. Col recupero di Foiera, Ravenna ha dimostrato di essere una squadra ostica e anche con la panchina lunga, che in una serie lunga sarà un fattore da considerare».
Cento punti segnati, ma novanta subiti. Furlani è preoccupato? «Il nostro obiettivo difensivo era togliere dal gioco Rivali, che è il loro metronomo, e ci siamo riusciti. In più era importante limitare Amoni che ha fatto tiri aperti, ma con scarse percentuali. Oltre agli americani, ci ha messo in difficoltà la fisicità di Broglia e Bedetti. In “gara due” dovremo essere bravi a difendere di squadra, unendoci. Non potremo rivoluzionare il nostro assetto, perché non c’è tempo. Qualche carta ce la siamo tenuta, ovviamente, ma poi vedremo anche come va la partita». Dopo tanta sfortuna, ieri, è tornato a giocare Casadei. Un rientro il suo, molto significativo: «Considerata l’adrenalina che aveva in corpo, lui avrebbe giocato anche 35’, ma non mi sembrava il caso di prendere rischi eccessivi e quindi ho dosato la sua presenza in campo. Dopo la catastrofe di infortuni, vedere un giocatore rientrare è positivo. Ha segnato una tripla dall’angolo che sembrava un gol ed è esploso il palasport».
Mauro Cavina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
