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Mattioli esulta: «Il giorno più bello della mia vita»

Mattioli esulta: «Il giorno più bello della mia vita»

Il presidente: ho vinto nove campionati ma questo è speciale «Non sono felice per me stesso ma per il popolo spallino»

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FERRARA. 4 maggio 2014: un giorno che Walter Mattioli non dimenticherà mai. Dopo mesi di grandi sofferenze, il presidente spallino (appena colpito dal gavettone riservatogli dai giocatori; ndr) ha finalmente potuto festeggiare assieme al ritrovato popolo biancazzurro ed ai propri giocatori.

«E' il giorno più bello della mia vita - esordisce Mattioli-. Nella mia carriera ho vinto nove campionati ma questo è senza dubbio il più bello. Ricordo ancora quando l'estate scorsa mi chiamarono e mi dissero “Andiamo a Ferrara e sarai il presidente della Spal!“. In quell'occasione non riuscii nemmeno a rendermi conto di quello che stava per accadere, tanta era la gioia che mi aveva travolto. Ho provato emozioni particolarissime ed indescrivibili». Quello di Mattioli e della famiglia Colombarini è stato un obiettivo raggiunto sotto tutti i punti di vista. Il presidente sottolinea il grande entusiasmo ritrovato dal pubblico ferrarese dopo anni di delusioni: «Quello che più mi ha fatto emozionare in questa giornata è stata la gioia sui volti dei tifosi spallini. Finalmente! Non sono felice per me stesso, ma per tutto il popolo biancazzurro che può tornare a gioire dopo tanta sofferenza».

A fine gara la “Ovest” ha chiamato a gran voce Mattioli che ha potuto godersi una straordinaria ed unica standing-ovation: «La chiamata dei tifosi mi ha dato una grandissima soddisfazione. E' stato bello abbracciarli tutti. Questo mi da la forza per continuare e sta a significare che il nostro operato è stato positivo».

L'esaltante stagione ha riservato anche periodi piuttosto duri: «I momenti difficili sono stati diversi. Anche l'ultima settimana non è stata per niente semplice perchè venivamo dalla sconfitta di Mantova che non volevamo assolutamente. Non è poi sempre così scontato riuscire a vincere partite come quella con il Bellaria perchè quando si affrontano squadre che non hanno niente da perdere non c'è mai nulla di scontato».

Anche per il patron Simone Colombarini la promozione in C è un sogno che si avvera: «Abbiamo centrato l'obiettivo che volevamo dall'inizio di questo campionato. L'inizio di stagione è stato molto duro, poi siamo ritornati in carreggiata riuscendo a regalare questa giornata ai nostri tifosi». Colombarini ripercorre le insidie riservate da questo anomalo torneo che ha mandato definitivamente in archivio la Seconda Divisione: «Sapevamo sin dall'inizio che questo campionato sarebbe stato molto difficile. Abbiamo affrontato tante formazioni che pur non essendo blasonate come la Spal, hanno dimostrato grandi valori».

E’ già tempo di pensare al futuro: «Ora inizieremo a discutere su come allestire la prossima stagione -prosegue Colombarini -. Ci sarà molto da lavorare, non solo per la prima squadra, ma anche per il settore giovanile».

L'unico ad essere sfuggito ai gavettoni di fine partita è Francesco Colombarini; il patron esprime tutta la propria soddisfazione per il clima festoso che ha caratterizzato l'intera gara ed il post-partita: «E' una grandissima gioia vedere queste 5.000 persone festeggiare. Credo che non sia cosa da poco essere riusciti a centrare questo prestigioso obiettivo». Colombarini non ha dubbi nel definire il momento più critico della stagione: «Il momento più difficile è stato quello in cui abbiamo dovuto operare il cambio di allenatore. Abbiamo un po' faticato nel finale di stagione, ma alla fine siamo arrivati dove volevamo, mantenendo la promessa iniziale».

In ottica futura, Colombarini non si sbilancia: «Ora che abbiamo ottenuto la promozione inizieremo a discutere sui nuovi progetti, senza dimenticare i discorsi già avviati con il Comune in merito all'adeguamento dell'impianto».

Andrea Benazzi

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