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Tutta Ferrara si tinge di biancazzurro

Tutta Ferrara si tinge di biancazzurro

5.000 spettatori, record stagionale. Esplode la gioia, invaso e colorato il centro cittadino. Vagnati e i giocatori con i tifosi

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FERRARA. Da quanto tempo la Ferrara calcistica, la Ferrara spallina, aspettava un giorno così? Da tanto, troppo. Passando per sofferenze atroci, sia sportive che non; tra fallimenti, mancate iscrizioni, aule di tribunali, spareggi persi, sconfitte al limite dell'assurdo. Il 4 maggio del 2014 si iscrive, finalmente, tra le date belle, da ricordare. Il giorno della "liberazione" per il popolo biancazzurro, il giorno della gioia e della festa, dei cori, delle lacrime, degli abbracci. Raccontare quanto sia stata grande e vibrante la festa del tifo estense dalle 16.55 di ieri pomeriggio non è facile, tante sono le diapositive che si sono raccolte dentro ed attorno al "Paolo Mazza" ed in serata per le vie del centro storico. Bisogna farlo partendo dal numero di spettatori presenti ieri allo stadio: 5000 presenze, record stagionale. La ciliegina sulla torta, una passione che sin dall'avvento della nuova società la scorsa estate non ha fatto che aumentare, lungo il corso dell'intera stagione. E poi, prepotentemente, la Curva Ovest: protagonista ieri, al pari della squadra, di una prestazione di tifo da brividi. Un sostegno incessante, un muro di mani, sciarpe e bandiere ancor più imponente di quello già visto nelle precedenti gare del campionato. «È tanto tempo che soffriamo insieme a te. E’ ora di vincere» scrivono gli ultras: e la Spal vince, con i giocatori sotto la Curva a regalare le maglie, decine di ragazzi a cavalcioni delle recinzioni dello stadio che cantano, esultano, si abbracciano. Scendono lacrimoni, tanta è l'emozione del momento: piangono giovani, meno giovani, gente che ne ha viste "di tutti i colori". Piange Monica Mattioli, con il papà Walter che la abbraccia: e mentre la squadra rientra negli spogliatoi per dare il via a gavettoni e cori scatenati, la Curva rimane dentro il proprio settore. La Ovest resta piena e chiama a gran voce Mattioli e i Colombarini, mentre il resto dello stadio si svuota: ed eccoli, Walter, Francesco, Simone e famiglia. «Noi abbiamo ancora quel sogno, e quel sogno è rimasto li: ritornare in serie B" canta la Curva, davanti a Simone Colombarini che sventola il bandierone del "Club Privè". Poi ancora «C'è solo un presidente», «Famiglia Colombarini»: i tifosi entrano in campo, abbracci, baci per tutti, ancora tante lacrime che bagnano anche il volto di Mattioli. Ma non finisce qui: una parte di tifosi si reca nei pressi dell'uscita degli spogliatoi dove festeggia con i giocatori tra altri gavettoni. La Ovest invece si ritrova in fondo a Corso Piave e parte con un corteo di circa duecento persone verso la piazza, prima di raggiungere l'altra fetta di supporters davanti al "Mazza". E c'è ancora spazio per un abbraccio collettivo a Walter Mattioli, che esce dallo stadio in giacca, camicia completamente bagnata e pantaloni della tuta della squadra. Al presidente viene dato il megafono: «La più grande felicità è quella di avervi regalato questa gioia. Ve la meritavate».

Applausi, e ancora cori. Uno addirittura lo intona lo stesso "pres": «Adesso cantiamo insieme il coro che mi piace più di tutti: a sen di grez e di aldamar!!!». Poi la festa continua, con il lungo corteo che raggiunge la piazza, tra cori roboanti, passando per via Garibaldi, sbuca in pieno centro tra gli occhi incuriositi delle contrade che hanno appena terminato le gare del Palio e delle tante persone a passeggio, e si riversa infine nell'angolo dei 4s con un pacifico blocco del traffico. Al torpedone si aggiungono Vagnati, Personé, Di Quinzio, Coletta, Silvestri, Varricchio e Capellupo.

La festa continua, senza pause, in una serata che nessuno vorrebbe finisse mai.

Federico Pansini

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