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Govoni, l’impresa finale «Salvezza con la Centese»

Govoni, l’impresa finale «Salvezza con la Centese»

Eccellenza. Il capitano domenica ha giocato l’ultima in casa con i biancazzurri «Chiudo la carriera dopo tanti anni con questa gioia immensa: grazie a tutti»

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CENTO. Che sarebbe stata, in qualche modo, la sua festa, lo si era capito già dai primi minuti. Con gli immancabili ultras della Centese a srotolare un grosso striscione, in curva, per ringraziare “Briegel” Govoni. Il capitano di tante battaglie. Al quale sono andati i cori dei supporter per tutta la partita. Andrea Govoni ha anche sfiorato la marcatura personale nel 2-0 alla Sanmichelese. Ma poco importa. Conta il risultato: e, quello di domenica scorsa, promuove senza appelli la Centese. Perché il Colorno è ormai a distanza di sicurezza e perché la Sampolese, l'altra indomita rivale, è sfavorita dagli scontri diretti, dovessero concludere a pari punti. Dunque, l'ultima trasferta a Lentigione sarà una specie di passerella.

Per capitan Govoni, l'ultima in senso assoluto con la maglia della Centese difesa gloriosamente per un ventennio: dai campi della serie C, fino alla Coppa Italia di un anno fa, con la risalita in Eccellenza e alla salvezza conquistata con la Sanmichelese. «È stata una delle gioie più grandi della mia vita - dice il capitano, trattenendo a stento le lacrime -. Indescrivibile».

Perché il torneo, in effetti, è stato durissimo; una prova di nervi: «Siamo arrivati alla fine di un lungo percorso, iniziato quattro anni fa. Perché in quattro anni siamo saliti dalla Prima categoria all'Eccellenza. Salvarci, domenica, con tutto quello che è successo a Cento quest'anno e le tante difficoltà vuol dire raggiungere un grande risultato. Chiudo la mia carriera a Cento, dopo tanti anni, e credo sia una delle gioie più belle della mia vita averlo fatto così». Una gioia maggiore della conquista della Coppa Italia, di un anno fa? «Sono due soddisfazioni da mettere alla pari. Salvarsi quest'anno è stata una grossa impresa. Tra campi pesanti, sponsor e altri che se ne sono andati. Ringrazio questo pubblico stupendo, i miei compagni di squadra, le mie figlie e la mia compagna. Adesso? Ora facciamo festa. Ci sono le basi per fare bene, magari una società che si può ampliare, ma anche un gruppo tosto che potrà far bene in futuro».

Mirco Peccenini

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