Il muro Mobyt per arginare Ravenna
Basket playoff Silver. Oggi al PalaMit2B (20.30) si gioca “gara due”. Ai biancazzurri serve la compattezza del primo duello
FERRARA. Tolgono il fiato, ti fanno saltare sulla sedia, tengono alta l’adrenalina fino all’ultimo secondo. E soprattutto non ti danno il tempo di pensare al passato, ma devi guardare solo al futuro. Sono i playoff, che regalano emozioni allo stato puro, come fossero l’essenza stessa del basket. E così la Mobyt, dopo aver raccolto una preziosa vittoria nel primo round contro Ravenna, è pronta di nuovo a tornare nell’arena. Le luci del PalaMit2B non hanno fatto nemmeno in tempo a raffreddarsi che già devono tornare ad illuminare il parquet che ha visto il coro Mobyt sovrastrare gli assoli dei Leoni romagnoli. Si torna in campo questa sera (primi palleggi alle 20.30) per “gara 2” dei quarti di finale. Per immaginare cosa accadrà in campo questa sera non resta che ripercorrere gli highligths di “gara1”.
Partendo da un dato che le statistiche non registrano. Ovvero la compattezza della Moybt e la determinazione che la squadra ha saputo gettare in campo fin dal primo balzo. Una superiorità mentale che ha dato modo di non sbandare alle prime curve di una gara complicata, come invece ha fatto Ravenna. Con davanti la difesa a zona, che qualche mese fa sembrava come la kryptonite per Superman, la Mobyt ha mantenuto la calma: ha fatto girare palla, fino a trovare la soluzione al momento giusto. Ecco che, azione dopo azione, le percentuali di tiro sono cresciute e proprio da lì la banda di Furlani ha costruito il primo strappo. L’Acmar quasi non credeva ai propri occhi e non ha avuto il coraggio di cambiare strada, quasi certa che la difesa a zona fosse la chiave per aprire il lucchetto della fortezza estense. Passo dopo passo la squadra di Giordani ha perso terreno e anche idee, visto che le uniche soluzioni erano nelle mani di Sollazzo, talento cristallino ma anche unico solista. Ci ha pensato un po’ Foiera, da vecchio volpone del parquet, a mettere le cose a posto mentre i minuti passavano.
E poi, nel finale, qualche fiammata si è vista da Rivali mentre la fisicità di Broglia ha dato qualche soddisfazione all’Acmar, mentre Singletary non s’è visto. Ma è sempre stata la Mobyt a “fare” la partita. Più attacco che difesa, si scoprirà alla fine. Visto che Ravenna 90 punti li ha segnati e Ferrara è arrivata persino a quota 100. Ma è anche vero che in alcuni tratti la proverbiale morsa difensiva dei biancoazzurri è uscita allo scoperto ed è servita, eccome. Ma sono serviti soprattutto i due americani. Concreti, solidi, concentrati. E questa era pur sempre la loro prima apparizione nei playoff italiani. Con loro un Ferri micidiale e uno Spizzichini che s’è scoperto capace pure di fare canestro. Bene così, perché nel coro di Furlani ci si mette pure l’assolo di Amici. Animale da playoff, che si esalta nella bolgia di partite senza futuro. S’è lasciato un po’ andare, è vero, in qualche occasione, ma l’ala ex Pesaro ha fisico potente e classe sufficiente per battere qualsiasi difensore. E l’ha dimostrato. In “gara 2” si parte daccapo. Sul piatto ci sarà anche la stanchezza fisica, oltre a quella mentale. Qualche aggiustamento tattico i due coach lo faranno, ma a fare la differenza saranno ancora gli atleti in campo.
Mauro Cavina
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