Cambia solo lo spartito per una Mobyt vincente
Difesa, alta tensione, Jennings e Mays sugli scudi: l’Acmar è ancora domata
FERRARA. Alza ancora la tonalità la Mobyt: dopo una meravigliosa interpretazione nel primo atto della sfida play off con l’Acmar, piazza un acuto possente in gara-2 e porta la sfida sul 2-0. Dopo il basket champagne di domenica scorsa, dove le squadre hanno segnato moltissimo (100-90 il finale), ieri sera la musica è stata completamente diversa. Baricentro del gioco spostato sulla difesa, contatti più esasperati e agonismo accentuato dall’inizio alla fine. Alla fine dei conti, però, Ferrara ha vinto perché ha tirato meglio di Ravenna, e non di poco: 43% contro il 33%. E se non fosse stato per un terzo quarto dove la Mobyt ha faticato parecchio contro l’aggressività dell’Acmar, la gara sarebbe stata sostanzialmente a senso unico. Invece i romagnoli hanno dimostrato di saper mettere in crisi la Mobyt per diversi minuti. Per contro, Ferrara è stata brava a non perdere le staffe nel momento più critico, raccogliendo i cocci anche dopo una tripla micidiale di Foiera che ha segnato il 37-34 al 28’. Tre punti di distacco contro i 14 della fine del secondo quarto.
Rischiava di diventare un abisso il terzo periodo per la Mobyt, dopo due frazioni decisamente positive pareva buttare al vento forse la sfida più delicata della serie. Ma qui è spuntato Jennings: dopo una stoppata a Foiera è andato a schiacciare, prima della “bomba”di Casadei. Ossigeno puro prima del “riposino”. Quarto round e, dopo Jennings, ecco uscire allo scoperto anche Mays. Quindici punti in un quarto che hanno ibernato Ravenna. Tiri in transizione, ma anche costruiti dal palleggio. Nessuno dei romagnoli è stato capace di fermare il folletto di Bluffton, che ha ipnotizzato la difesa. In due colored hanno portato Ferrara al +10 del 35’, dando modo di arrivare allo sprint finale con una buona dote di punti di vantaggio. Ovviamente l’Acmar non è stata a guardare, ma le ha provate tutte per tornare in partita. Bedetti, poi Rivali, infine Sollazzo, hanno cercato di ricucire lo strappo, senza riuscirci. A due minuti dalla fine la Mobyt era avanti di 13 punti e il traguardo della seconda vittoria in due gare era davvero dietro l’angolo.
Il tempo che mancava all’ultima sirena non è servito a Ravenna per recuperare, ma ai tre arbitri per mostrare tutte la loro incompetenza e incapacità nel tenere in mano le redini di un match ovviamente ad alta tensione agonistica. Così, una serie di decisioni scellerate, ha infuocato il clima in campo fino alla decisione – incomprensibile – dell’espulsione di Ferri, andato a dividere Mays e Sollazzo, il quale aveva scagliato la palla contro l’avversario. Se l’espulsione, avvenuta a 3” dalla fine, non ha pesato sulla gara di ieri, ora si dovrà attendere le decisione del giudice sportivo per capire se la squalifica si potrà tramutare in ammenda. Ma intanto la Mobyt è sul due a zero. E può pensare a gara-3 con una buona dose di fiducia.
Mauro Cavina
