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Il Kaos dice addio ai sogni Fatale il 4-4 con la Lazio

Il Kaos dice addio ai sogni Fatale il 4-4 con la Lazio

Calcio a 5/Play off scudetto. Ieri sera appassionante gara-2 dei quarti di finale Grande numero di palle-gol e assedio finale, ma non basta: ferraresi eliminati

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FERRARA. Gara 2, il Kaos deve assolutamente vincere contro la Lazio per allungare la serie, e infatti il pressing è subito asfissiante su ogni portatore di palla laziale, giusto per gradire, e le azioni ghiotte si contano a grappoli. Kakà, però, ne fallisce due apparentemente facili, mentre gli ospiti, cinici come in gara 1, alla prima vera incursione passano in vantaggio con Ruben, liberato da una deviazione fortuita di Coco (10’52’’). La porta della Lazio sembra maledetta, Molitierno compie due miracoli e se non c’è lui a custodire i pali ci pensa qualche difensore. A nulla valgono gli sforzi del Kaos, che anzi, si trova sotto di due gol quando Tuli perde malamente palla davanti a Laion, concedendo a Paulinho il più facile dei tiri a giro (12’15’’). Capurso, così, si affida al portiere di movimento – Jeffe nella circostanza -, ma la tattica superoffensiva viene subito punita dal tiro che Ippoliti si inventa da casa sua, firmando un 3-0 beffardo e bugiardo. Resta poco da fare se non tentare il tutto per tutto, e nel momento di massima pressione, Tuli trova sotto porta la rete della speranza (15’25’’), mentre Kakà litiga ancora con il gol centrando il palo di testa. La ripresa è un’ emozione continua: Molitierno si fa due autogol, inframezzati dalla rete del 4-2 di Ruben, e pochi secondi dopo è ancora Tuli a far schizzare in aria il numerosissimo pubblico di casa. Con 7’ sul tabellone, il 4-4 non basta per portare la serie a gara 3, serve assolutamente la vittoria. Così il Kaos tiene costantemente Laion in panchina e Jeffe quinto di movimento, ma purtroppo il risultato non si schioda da lì. Finisce con un pareggio difficile da mandare giù la stagione del Kaos. La semifinale è affare della Lazio, mentre i neri dovranno trovare modi e tempi per far guarire le ferite di questa eliminazione.

Costantino Felisatti

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