E all’ultimo la Mobyt fa scappare l’Acmar
Basket playoff Dna. Settanta secondi fatali. Domani “gara 4”
RAVENNA. Il sipario resta aperto, lo spettacolo continua e gli attori sono ancora lì sul palcoscenico pronti a recitare di nuovo. Lo faranno domani, quando al Pala Costa andrà in scena la quarta partita dei quarti di finale, visto che la Mobyt non è stata capace di strappare il punto che avrebbe mandato tutti in relax per una settimana dopo appena tre partite. Invece, dopo due vittorie capolavoro, Ferrara ha sbattuto il naso contro la solidità dell’Acmar che nel suo fortino infuocato s’è rivelata un’avversaria difficile da domare ed estremamente combattiva. Se lo aspettava, Ferrara, che è riuscita a gestire nel modo giusto i ritmi della gara senza farsi prendere dal panico, anche quando l’Acmar è scappata via nel primo periodo. Lentamente i ferraresi hanno messo un passo davanti all’altro e sono risorti da un “-10” che sembrava far addensare nubi minacciose sul cielo biancoazzurro. Stringendo le maglie in difesa, la squadra di Furlani ha capito che Ravenna non era poi così irresistibile. Che bastava catturare un rimbalzo in più, tentare un recupero, che la salita si faceva meno ripida.
E così è stato. Perché Amici ha continuato a lottare come un leone, Jennings è cresciuto sia in difesa che in attacco, ed ecco che dopo le triple di Ferri e il contropiede di Bottioni, è arrivato un momento di basket champagne. Schiacchiata di Jennings, che poco dopo segna pure da tre punti (33-30 al 17’). Ancora Jennings sfodera una stoppata delle sue su Sollazzo, Amici vola in contropiede e i cento ferraresi stipati come sardine sulle tribune del Pala Costa possono gioire per il primo vantaggio: 35-36 al 20’; prima che Foiera riporti avanti Ravenna. Poco male perché Ferrara, dopo le sculacciate iniziali, ha capito che può farcela. Il riposo, però, è servito all’Acmar per ricaricare le batterie. Comprese quelle di Singletary il quale, dopo due gare da dimenticare a Ferrara, sembra un altro giocatore. Mentre Sollazzo è palesemente fuori gara, è Broglia che segna il “-5” (45-40) al 24’. Ferrara sotto canestro non tiene, i rimbalzi sono tutti di Ravenna che però a metà terzo quarto perde il controllo dei nervi. O forse sono gli arbitri a lasciarsi prendere la mano. In pochi minuti fallo tecnico a Jennings, poi antisportivo a Singletary e ancora tecnico a Bedetti e alla panchina di Ravenna. Morale: Amici fa un libero su due, Mays ne insacca quattro e fa pure una tripla. Al 25’ Ferrara è avanti 45-40. Nonostante i molti errori da una parte e dall’altra, nel frastuono infernale del piccolo impianto romagnolo, le due squadre sono sempre gomito a gomito. Ultimo round e la Mobyt ci crede ancora. Ha energia da buttare in campo, nonostante Ravenna abbia numeri migliori, soprattutto a rimbalzo. Ma siamo ancora nel “Jennings moment” e così l’americano segna in faccia ad Amoni, prima di regalare un assist su un piatto d’argento ad Andreaus per il 55-58 del 32’.
Al 35’ ancora Andreaus segna il 58-63. Cinque punti di vantaggio non sono pochi in una gara così nervosa. Ma non quando in campo c’è Foiera che risponde subito con una tripla, prima della palla persa di Mays. Segna Rivali, ancora Foiera dalla lunetta e Ravenna va avanti di due al 37’. Tocca al capitano reagire, prima della splendida penetrazione di Spizzichini lungo la linea di fondo (65-67) ultimo acuto della Mobyt a due minuti dalla fine. Qui Ferrara sparisce (infrazione di 24” e poi due palle perse). Tripla di Singletary a 70” dalla fine, palla persa di Mays e tripla di Foiera (71-67). Jennings perde palla ancora e Rivali chiude i conti. Si va a gara4.
Mauro Cavina
