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Dalla paura per Ikangi alla felicità per il successo, dedicato a lui

Dalla paura per Ikangi alla felicità per il successo, dedicato a lui

BOLOGNA. Alla fine di 40 minuti drammatici e appassionanti la festa è tutta di marca centese. Festeggiano i giocatori, i dirigenti, i tecnici e i tifosi biancorossi. Raggiante il presidente del...

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BOLOGNA. Alla fine di 40 minuti drammatici e appassionanti la festa è tutta di marca centese. Festeggiano i giocatori, i dirigenti, i tecnici e i tifosi biancorossi.

Raggiante il presidente del sodalizio biancorosso Silvio Canelli: «Quando i sogni si chiamano Benedetto - dice il massimo dirigente - nulla è vietato. Vogliamo andare avanti in questa serie di play off. Purtroppo, a causa dell'infortunio di Ikangi, non mi sono divertito per niente. È stato bello vincere, siamo stati bravi: voglio dedicargli questa nostra vittoria».

Felice anche Marco Bona: «Abbiamo conquistato questa vittoria, ma guai a cullarsi sugli allori. Il nostro pensiero va a Ikangi, gli vogliamo tutti bene».

Ikangi, che in campo aveva perso conoscenza, è stato trasportato subito all’ospedale Maggiore: la tac ha rilevato solo una lieve commozione cerebrale, ha un problema a una spalla, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

«È vero, abbiamo vinto questa partita - commenta il coach centese Giuliani - sfoderando una grande prova di coraggio. Ma abbiamo vinto il primo tempo, non è ancora chiuso il discorso. Mercoledì ci sarà un’altra partita. Ringrazio di vero cuore i nostri tifosi per come ci hanno incoraggiato».

«Faccio i complimenti alla Tramec - commenta il coach felsineo Federico Politi -, h messo a segno dei tiri che ci hanno fatto veramente male. Paghiamo le tante, troppe ingenuità commesse. Quando ci siamo trovati con dieci punti di vantaggio abbiamo sbagliato a non chiudere la partita. Abbiamo concesso troppe penetrazioni facili che hanno dato morale ai nostri avversari. Quando sei in vantaggio in doppia cifra non puoi e non devi commettere errori gravi. Siamo poi andati fuori dalle righe, fuori dal gioco di squadra e abbiamo pagato tutto ciò con la sconfitta».(g.s.)