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Ravenna strapazza la Mobyt

Ravenna strapazza la Mobyt

Romagnoli con gli occhi di tigre, mentre gli estensi pagano una serie infinita di errori

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RAVENNA. Non si misura, non si pesa e non si conta. Ma alla fine influisce molto sull’esito delle partite, soprattutto se sono gare di playoff. La si può chiamare fame di vittoria, determinazione o, se volete, anche sguardo della tigre. Certamente l’Acmar ne aveva molta ieri e la Mobyt decisamente meno. Proprio sulle energie nervose, su questa fame di vittoria, s’è decisa buona parte della quarta sfida tra Ferrara e Ravenna. Così, dopo una partenza a razzo nella serie, con un secco due a zero dei ferraresi, ora il bilancio è in parità visto che pure Ravenna ha vinto le due gare giocate al Pala Costa. Ora la serie torna a Ferrara (mercoledì sera, ore 20.30) e si deciderà tutto in una partita secca. La Mobyt ha avuto ben due occasioni di chiudere i conti, ma non c’è riuscita. Ha sbattuto il muso contro la forza morale di una squadra che non ci stava ad uscire in fretta dai playoff. Solida, cinica, rabbiosa, l’Acmar ha gettato tutte le energie possibili e per due volte in quarantotto ore ha sbarrato la strada ai ferraresi.

Ferrara ha faticato parecchio a tenere il passo dei padroni di casa. Se in “gara 3” i rimbalzi avevano fatto la differenza a favore dell’Acmar, ieri è stata la difesa a mettere in crisi la Mobyt che a fine partita ha perso ben dieci palloni ed ha avuto 51 di valutazione contro 95 di Ravenna. Numeri che raccontano di una gara dove Ferrara non è mai stata sostanzialmente in grado di impensierire l’Acmar. Più sciolta, più efficace in difesa, capace sempre di trovare la giocata vincente al momento giusto, Ravenna ha pigiato subito sull’acceleratore mentre Ferrara stava a guardare. Sul 16-2 del 7’ Ferrara sembrava anestetizzata e incapace di trovare il bandolo della matassa. Un inizio shock. Ravenna ha avuto il merito di crederci fin dall’inizio e difendere con attenzione. Il resto l’ha fatto la Mobyt con una serie infinita di errori. Alla prima sirena il divario era imbarazzante (23-7) per i biancazzurri che erano totalmente spaesati. Un divario che, a fine gara, peserà parecchio sul risultato, visto che smaltita la tensione la Mobyt ha tentato di recuperare, senza però mai riuscirci dovendo fare i conti col pesante fardello della prima frazione. Nel secondo quarto Ferrara ha cambiato volto. Dopo il “-18” del 21’ la Mobyt ha cercato rifugio nella difesa. Un recupero di Mays è servito all’americano per segnare in arresto e tiro. Poi ecco Jennings giocare bene spalle a canestro e segnare il 25-16 al 16’. Rimessa in piedi la gara e retto per qualche giro di pista il ritmo di Ravenna, la Mobyt ha ripreso coraggio nonostante i molti errori di Spizzichini e le palle perse. Nella ripresa Ferrara ci prova ancora. Tap in di Amici per il “-8” (22’) e replica di Sollazzo sempre al volo. Tripla di Amoni e replica di Amici. Al 24’ sempre otto punti di differenza, prima che la Mobyt perdesse il controllo dei nervi dando via libera di nuovo all’Acmar: “-13” su schiacciata di Cicognani al 27’. Ci prova Ferri a ricucire, ma col “pick and roll” Ravenna riesce ad andare facilmente a canestro.

Ultimo round. Ferrara non ha la grinta di Ravenna. Dopo la schiacciata di Jennings non segna nemmeno un punto dopo il tecnico a Bedetti. Ma Ravenna fa peggio e così la tripla di Jennigs e il libero di Casadei scrivono il 58-50 del 34’. Di colpo l’Acmar si compatta, mette in cattedra Rivali e fa segnare Singletary. Ferrara perde palloni a raffica, fa scelte sbagliate in attacco e torna a faticare da morire. La fiammata di Mays da tre punti al 37’ (64-57) è l’ultima prima che Ravenna voli verso la vittoria. Ci prova Bottioni a segnare, ma il tempo sta ormai per finire con l’Acmar che controlla i nervi e riesce ad andare dritta fino al traguardo. Mercoledì si torna in campo, questa volta al PalaMit2B.

Mauro Cavina