Portuense, Iosco all’attacco «Esultiamo poi faremo le scelte»
PORTOMAGGIORE. La maglietta celebrativa, con sulle spalle tutti i risultati dell'intera stagione, nonostante mancasse l'ultimo di Castel Guelfo, e davanti la scritta "Salutate sua maestà… Eccellenza",...
PORTOMAGGIORE. La maglietta celebrativa, con sulle spalle tutti i risultati dell'intera stagione, nonostante mancasse l'ultimo di Castel Guelfo, e davanti la scritta "Salutate sua maestà… Eccellenza", era già pronta. Sfoggiata ad inizio partita dal presidente Giambattista Iosco e da alcuni dirigenti, al triplice fischio finale è stata indossata da tutta la Portuense. Una festa annunciata dopo il sorpasso di due settimana fa ai danni del San Lazzaro e la vetta mantenuta con la vittoria sul Porretta.
«Sapevamo che sarebbe stata una formalità - spiega il presidente Iosco -. Dopo venti minuti eravamo avanti di tre reti. A quel punto abbiamo rallentato per rispetto del Castel Guelfo. Nel secondo tempo, un bel tiro complicato dal vento ha riaperto i giochi, ma spinto un attimo sull'acceleratore, abbiamo chiuso l'incontro sul 4-1. E in quel momento è scoppiata la festa, un'esultanza storica per la Portuense. In un anno e mezzo, abbiamo sistemato la società sia dal punto di vista amministrativo sia dal lato sportivo. Sono contento di tutti: dal magazziniere ai giocatori. Lo spogliatoio è sempre stato unito. L'anno non poteva essere migliore». Al ritorno a Portomaggiore nella serata di domenica, i giocatori, lo staff tecnico, parenti, amici e tifosi si sono ritrovati in un locale della cittadina per un aperitivo post-vittoria. La festa vera e propria sarà organizzata tra dieci giorni, insieme al Comune (il sindaco Minarelli è super tifoso rossonero ed ha seguito quasi tutte le gare della Portuense), nel centro di Portomaggiore.
«Il prossimo anno svilupperemo una stagione in Eccellenza coi piedi per terra. Sarà un anno di transizione, per mantenere la categoria e maturare l'esperienza per il futuro. Prima di azzardare altri passi, verifichiamo le vere potenzialità di società, squadra e paese in questa categoria». Le voci di mercato, in relazione alla mancata conferma del tecnico Buriani, hanno infastidito il presidente: «Si tratta di un'invenzione. Qualsiasi programma, progetto o incontro è rimandato a dopo la festa. Con Buriani non abbiamo parlato: al termine della gara, ci siamo abbracciati. Questo è il momento dell'esultanza, della soddisfazione per il risultato conseguito. Non nascondo l'amicizia con Maniero, ma non vedo cosa vi sia di strano nel prendere un aperitivo, che risale a sette mesi fa, con un amico. Questa squadra, se tutti vorranno rimanere, ha bisogno solamente di pochi ritocchi per giocare in Eccellenza. Ora, sono tutti confermati. Di certo, abbiamo alcune idee che, ripeto, saranno verificate nei giorni seguenti la festa».
Enrico Menegatti
