Lescio, 5 anni di squalifica e l’arbitro lascia
Punito severamente il difensore della Sorgente per il pugno sferrato domenica e il direttore di gara Bunazza smette di arbitrare
Cinque anni a Nicola Lescio per il pugno inferto all’arbitro Rudi Bunazza, ed un mese a capitan Luca Malavolta, a seguito della gara d’andata dei quarti di finale del Torneo Tavolini di Terza Categoria disputata domenica scorsa tra Sorgente e Goro. E’ quanto la giustizia sportiva ha anticipato ieri in merito al grave gesto accaduto a Sabbioncello San Pietro. A mezz’ora dal termine dell’incontro, il difensore giallorosso aveva letteralmente perso il controllo quando il direttore di gara fermava un’azione della sua squadra per sospetto fuorigioco. Da quanto raccontano i testimoni presenti al campo e secondo un’accurata ricostruzione dei fatti, il giocatore si sarebbe scagliato contro l’arbitro sferrandogli un pugno al volto e facendolo cadere a terra. Un ko pugilistico come fosse avvenuto su un ring invece che su un rettangolo verde. Un gesto violento, tra l’altro col sospetto di essere stato premeditato, perché come raccontano anche i dirigenti del Goro e come apparirà dal referto, il sabbioncellese all’intervallo avrebbe promesso ai compagni che l’arbitro avrebbe preso un pugno e che l’incontro, come poi puntualmente accaduto, non sarebbe terminato. Per come sono andate le cose, sono state parole purtroppo profetiche. Come se non bastasse, subito dopo l’episodio ed aver preso le difese dell’arbitro, il capitano della Sorgente - Malavolta - avrebbe affermato che finalmente qualcuno aveva dato una lezione agli arbitri. Frase, anche questa, che quasi sicuramente sarà stata messa agli atti che verranno pubblicati oggi sul Comunicato ufficiale della Figc e sanzionati dal giudice sportivo. Attonita sia la sezione Aia di Ferrara che quella regionale, che nello stesso weekend ha dovuto fare i conti con almeno altri tre gesti violenti nei confronti dei suoi tesserati, episodi accaduti sui campi emiliano romagnoli.
E non è finita qui, perché l’arbitro Rudi Bunazza - per lui tre giorni di prognosi stabiliti dai medici - ha rassegnato le sue dimissioni, ma non intende sporgere denuncia contro Lescio. Si tratta del secondo caso, dall’inizio di questa stagione, di un arbitro che si dimette: analoga decisione era stata presa dal collega Alessandro Zago, in inverno. In quel caso, il direttore di gara aveva subito forti pressioni psicologiche al termine di un incontro di Terza Categoria. Inoltre, la vicenda si somma a quelle condite di razzismo durante una partita di calcio giovanile e quando nella categoria Giovanissimi un altro giovane arbitro era stato costretto a sospendere l’incontro per più di una minaccia ricevuta dai genitori dei ragazzi, “incattivitisi” sugli spalti. A questo punto, occorre una profonda riflessione su quanto accaduto e come sia stato possibile arrivare a tutto questo.
Corrado Magnoni
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