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Spal, il profilo giusto è quello di Indiani

di Paolo Negri
Spal, il profilo giusto è quello di Indiani

Ore decisive in società per scegliere su chi puntare ma l’allenatore del Pontedera ha grandi qualità. Brevi e Scienza out

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FERRARA. Palla alla Spal. Nel senso che sono ore decisive. Le ore della scelta. I vertici biancazzurri devono confrontarsi, capire qual è l’opzione giusta e poi stabilire su quale allenatore “andare”. In base a programmi e scelte economiche. Ovvio che se si vuole compiere un salto di qualità si deve anche spendere di conseguenza, il che non significa non essere oculati. La Spal, questa Spal, non derogherà mai (più che giustamente) dai propri princìpi, ma il passo da effettuare deve essere visto come una mossa per crescere ulteriormente.

Primissima scelta

In tal senso è chiaro che Paolo Indiani sarebbe l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Esperto, carismatico, una garanzia per coniugare la capacità di ottenere risultati con quella di dare una precisa identità di gioco e valorizzare i giovani. Al di là del suo curriculum, Indiani viene descritto come una persona seria, onesta, riservata, integra, un uomo di carattere e non un signorsì. Non scende a compromessi, non accetta imposizioni, e per questo a volte ha rinunciato ad opportunità importanti (se ne andò dal Perugia). I colleghi toscani, che conoscono a menadito il 60enne trainer fiorentino, ci dicevano ieri che i calciatori lo seguono senza esitare, e che alla Massese - per fare un esempio - l’attuale d.s. spallino Davide Vagnati ed i suoi compagni si sarebbero “gettati nel fuoco” per il mister. In virtù di tali caratteristiche e dello straordinario lavoro svolto al Pontedera con limitate risorse (la promoziondalla Seconda, poi i freschi play off in Prima con eliminazione ai rigori dopo aver dato spettacolo a Lecce), è evidente che Indiani ha delle richieste. Delle altre richieste. Da parte di Salernitana e Lucchese, si dice. Ma la Spal è la Spal. Ha fascino, attrattiva. Ed il fatto che ci sia Vagnati per Indiani conta. Ora per il club biancazzurro si tratta di soppesare tutto. E di tener presente che il trainer toscano è a contratto col Pontedera fino al giugno 2015, quindi deve liberarsi. O ci riesce, o non ci sarebbero margini.

Quel precedente

Tra i motivi di curiosità legati al possibile arrivo di Indiani, il fatto che in passato - come abbiamo già scritto - sia stato vicino alla Spal. Venne contattato da Tomasi e Mangoni, poi tutto saltò. Non per il rifiuto del trainer, come si disse all’epoca, ma perchè la proposta all’atto finale fu piuttosto vaga e gli fu negata la possibilità di portare collaboratori di fiducia.

Out Brevi e Scienza

A priori difficile che per Indiani (o un altro, “nel caso che”) si possa chiudere entro domani, più probabile che si slitti all’inizio della prossima settimana, a meno di un’accelerazione perentoria una volta raggiunte tutte le condizioni. Di sicuro, se non dovesse arrivare Indiani, l’alternativa non sarà Brevi, e nemmeno Scienza. Non più. Brevi infatti non presenta tutti i parametri necessari all’ok, e Scienza (l’ottimo Scienza, sia detto en passant) in questo momento non è una priorità.

Semplici ed Asta

La Spal, quindi, penserebbe piuttosto a Leonardo Semplici (Fiorentina Primavera, ma ex Arezzo e Pisa) e ad Antonino Asta (fresco ex Monza, dove ha condotto un biennio di successi), pur se quest’ultimo viene accostato anche ad altri club (Alessandria, Mantova, Real Vicenza...). Allenatori di valore, ma prima si cercherà di stringere per Indiani.

Punte: Grassi e Bardelloni

Il mercato verrà ovviamente approfondito col nuovo tecnico. Di sicuro per l’attacco la Spal ha sondato De Cenco e coltiva il sogno Luigi Grassi, 30 anni, trequartista/seconda punta di elevato tasso tecnico ed ottimo indice realizzativo (37 gol nelle ultime due stagioni col... Pontedera), visto in anni passati sia contro la Spal che contro la Giacomense. I biancazzurri ci proveranno, mentre tra le opzioni hanno Bardelloni, svincolato dalla Pergolettese: piace, ma prima si proverà a fare altro.©RIPRODUZIONE RISERVATA