Una mezz’ora da incubo poi esplode la Mobyt
Soffre, deve inseguire Ravenna e alla fine Casadei le dà il colpo di grazia
FERRARA. Questi sono i play off. Crudeli, ma terribilmente affascinanti. Generosi nel regalare emozioni a non finire: negative per chi esce sconfitto, dolcissime per chi alla fine alza le braccia al cielo. E dopo una serie lunga, estenuante, intensa, è toccato alla Mobyt gioire in gara 5. Ferrara mette quindi al tappeto Ravenna nella gara più importante della serie e accede alla semifinale, dove troverà Mantova, che a sua volta ha regolato con un secco 3-0 Chieti. Intanto, però, la Mobyt si gode la vittoria di ieri sera, ottenuta in un PalaMit2B che era un’autentica “bombonera” traboccante di passione e calore, che ha vissuto intensamente una gara ricca di colpi di scena e dove Ferrara ha dimostrato tutta la sua voglia di vincere.
Quando sembrava chiusa in un angolo, senza più energie, priva di idee e fiaccata dai colpi degli avversari, la Mobyt ha reagito. Con la rabbia agonistica e l’eleganza tecnica di una squadra che solo in coro riesce a esprimere un gioco efficace. Ravenna, dopo aver condotto la partita per 28’, ha lentamente perso consistenza, rabbia e la solidità che l’aveva tenuta a galla nel primo tempo. L’Acmar s’è smarrita di fronte alla difesa a zona della Mobyt, che, recuperando palloni, ha prima raggiunto gli avversari risorgendo da un -13 (38-51 al 28’) che poteva essere una tomba, prima di mettere in scena la volata decisiva. Quella del parziale di 29-16 nel quarto periodo. Quella dei recuperi di Spizzichini, delle fiammate di Amici, delle incursioni di Ferri. Quella dei rimbalzi di Jennings, ma soprattutto quella delle due triple di Casadei, che hanno sostanzialmente deciso la gara.
Sì, proprio Casadei, che con Ravenna aveva giocato la sua ultima gara in stagione regolare, infortunandosi al ginocchio, e contro l’Acmar ha ritrovato il gusto della competizione. Ma ciò che ha fatto vincere alla Mobyt gara 5 è stata la compattezza di una squadra che, anche di fronte alle sfuriate di un’Acmar concreta e rabbiosa, è riuscita a mettere in campo classe e sostanza. Ravenna sapeva che poteva mettere nei guai Ferrara giocando un basket “sporco”, aggressivo, e così è stato.
Dopo il corpo a corpo iniziale, Ravenna ha preso il largo nel secondo periodo, capitalizzando un antisportivo a Mays e una serie di fischiate decisamente sui generis. Girando bene le palla, dominando l’area a rimbalzo, i romagnoli sono andati avanti di 8 (18-26 al 15’) prima del +11 di fine periodo. Ferrara sembrava la brutta copia di sè stessa. Pareva la squadra vista in gara 4 e, in parte, in gara 3, le due sfide perse al Pala Costa. Da metter in conto anche il fatto che a fine tempo Ravenna aveva tirato 15 tiri liberi e la Mobyt appena 4. Bravi i romagnoli a segnarne 11 e a tenere sempre in mano il gioco. Anche a inizio terzo periodo, quando Rivali ha scritto il massimo vantaggio: 26-39 al 22’. La Mobyt ha provato a sistemare le cose in difesa, ma in area erano sempre i ravennati ad avere la meglio, tanto che al 28’ erano avanti di 13 punti (38-51).
Ma qui è arrivata la prima zampata della Mobyt: Ferri affonda una penetrazione, Spizzichini mette una tripla e poco dopo un libero. Sono i segnali della riscossa che si compie nel quarto periodo. Ancora Spizzichini segna il -4, Amici il 30-53 del 35’ al quale replica Rivali. Il primo vantaggio arriva con Amici sul 59-58 al 36’. Ravenna si sgretola, Ferrara cresce sospinta dal suo pubblico. In un frastuono infernale ecco il +4 con Casadei. Ricuce Sollazzo, ma Mays torna ad accelerare. L’Acmar non segna più, Ferrara prende rimbalzi e fa canestro. È di Casadei la tripla decisiva. Quel che serve per vincere e volare in semifinale.
Mauro Cavina
