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La Tramec è andata oltre ogni limite

La Tramec è andata oltre ogni limite

Basket Dnb. Con un “secco” 2-0 i centesi hanno eliminato nei quarti di finale la corazzata Fortitudo: una gioia enorme

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CENTO. Quello che poteva essere un campionato come tanti altri, con un playoff raggiunto ma anche con tante, forse troppe, sconfitte in casa, entra di diritto nella storia della Benedetto XIV: un 2-0 alla Fortitudo oltre ogni pronostico, oltre ogni speranza. E' successo l'imponderabile: Cento prima espugna il PalaDozza grazie ad una prova tatticamente perfetta pur perdendo i pezzi di minuto in minuto, poi elimina la Fortitudo vincendo con merito gara due. Quella di mercoledì sera è stata una partita emozionante, equilibrata per 25’. La Tramec ha avuto il merito di non lasciar scappare mai la Fortitudo, restando sempre incollata alla partita come se aspettasse il momento giusto per allungare e scappare; accade quando Di Trani, Bona e Mabilia colpiscono dal perimetro; Nieri e Carretti chiudono a riccio la difesa e da lì in poi non ce n'è più per nessuno. A freddo, dopo una notte in cui ha dormito pochino, coach Giuliani ricorda quanto accaduto. E se ne rende conto: «Tanta roba davvero, siamo stati perfetti. Abbiamo interpretato bene la partita e fatto esattamente quello che avevamo preparato. Mi rendo conto di quello che abbiamo fatto, me ne rendevo conto già a Bologna: espugnando il campo della Fortitudo abbiamo fatto il primo passo, sapevo che eravamo corti perché con Nieri a mezzo servizio e senza Ikangi dovevamo limitare i falli, e così è stato».

Per Giuliani il momento decisivo è stato il secondo quarto: «E’ stato il nostro peggior periodo, abbiamo trovato difficoltà in attacco ma loro non sono scappati. Abbiamo abbassato il ritmo e se riesci a non far correre una Ferrari hai centrato l'obiettivo. Se riesci a far giocare la Fortitudo sotto ritmo allora puoi anche vincere: hanno dieci giocatori intercambiabili, giocando a basso ritmo e dovendo giocare tutti facevano quasi fatica a scaldarsi che era già il momento di scendere». La zona è ormai uno dei marchi di fabbrica della Tramec, ottima difesa per rifiatare un po': «Sono due anni che la proponiamo - dice Giuliani - ed è sempre la stessa difesa; magari la adattiamo un po' a seconda dell'avversario. Partiamo 1-2-2 alti e poi a seconda di dove va la palla ci muoviamo come un orologio. Io non ho inventato niente, l'ho vista agli europei di tre anni fatta da una nazionale e poi ci ho un po' lavorato su».

Nello spogliatoio del PalaDozza ha pianto dalla felicità e mercoledì? «Intanto non so come facciate a sapere delle mie lacrime - continua Giuliani -: per me è stata una prima soddisfazione, ma nessuna rivincita. Nell'anno della Fortitudo ho avuto la fortuna di avere al mio fianco la dirigenza di Budrio, senza forse non si sarebbe nemmeno giocato. Mercoledì sera ero molto più tranquillo. Sono contento perché abbiamo dato una grande gioia alla gente di Cento, però io ho un obiettivo, quello per cui stiamo lavorando da un paio di mesi: arrivare in finale. Questo è stato solo il primo passo. Qualche mese fa, quando ho iniziato a crederci, qualcuno avrebbe anche potuto ridermi in faccia».

Simone Gagliardi

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