Morea, il nemico-amico «Momento fondamentale»
Basket Dna. Una vita a Ferrara e adesso è il capo allenatore di Mantova Una sfida nella sfida: da vivere con il giusto calore e la giusta pressione
FERRARA. Un po’ di piscina in attesa del debutto in semifinale. E chissà quali saranno state le prime parole di Alberto Morea, coach della Dinamica Mantova, appena saputo che, da domani sera, proprio la sua ex Mobyt sarebbe stata l’avversaria playoff. «Il mio prima pensiero appena saputo di Ferrara? Beh, non so se potete scriverlo…». Ce lo dica, Morea... «Che c... zo!».
A Mantova salirà una Mobyt provata dall’estenuante serie contro Ravenna, allo stesso tempo desiderosa di provarci.
«Capisco i discorsi di stanchezza fisica, adesso è altrettanto vero che ai playoff ogni gara ha una propria storia. Indipendentemente dall’avversaria, nella mia testa c’è che mi sarei trovato di fronte una compagine che dal punto di vista mentale avrebbe avuto delle grandi energie: superare così una serie, a chiunque, dà energia e linfa vitale. In “gara 1” il discorso fisico va messo in secondo piano, credo che la Mobyt avrà energie mentali elevate: è bello vincere gare così come ha fatto contro Ravenna e Ferrara avrà grande carica».
Rispetto alla gara della regular season vinta dalla sua squadra, adesso la Mobyt ha in più nel motore un certo Daniele Casadei...
«Tutti conoscono l’importanza di Casadei, sappiamo semplicemente di affrontare una formazione che avrà in più un’arma importante. Quando parlo di armi, non parlo semplicemente di aspetti fisici e tecnici: credo che la presenza di Casadei vada ben oltre l’impatto tecnico. Credo che sia giusto che giochi queste gare, per lo spettacolo e per un discorso di sportività».
Intanto, la sua Dinamica ha fatto e sta facendo cose incredibili.
«Siamo sereni, abbiamo fiducia, c’è la convinzione di andare in campo tranquilli in ogni gara: aspetto che abbiamo costruito con il tempo. Abbiamo fatto qualcosa d’importante, gli obiettivi ce li siamo costruiti durante il campionato e non è mai facile cambiarli in corsa. Siamo contenti di avere la possibilità di giocare ancora per qualcosa d’importante».
È contato in maniera decisiva il fattore campo, fino ad ora. Come lo vede per la serie contro Ferrara?
«Sapere che c’è qualcuno che ti spinge è qualcosa che ti aiuta sempre. Anche in questo noi siamo particolari, perché ci siamo dovuti abituare a sentire del “rumore” quando eravamo fuori casa. Giocare davanti ad un pubblico che sente e riconosce ciò che stai facendo, credo che sia una delle più belle soddisfazioni che si possano provare. Credo che il fattore campo sarà importante. Mi hanno detto di un Pala Mit2B gremito ed un caro amico di Ferrara mi ha detto che sembravano essere ritornati i bei tempi che abbiamo vissuto tutti assieme.»
«Per un movimento sportivo come quello di Ferrara è davvero importante. Dal canto nostro, stiamo provando a costruire qualcosa a Mantova. Gare come queste devono appassionare ancora di più gli sportivi. Per Ferrara e Mantova sarà un momento fondamentale, che andrà vissuto con il giusto calore e la giusta pressione».
A livello tattico, dove si deciderà gara 1?
«Ferrara è completa, brava ad aggiustarsi in funzione dell’assenza di Benfatto. Ci sono molte piccole cose su cui lavorare, ben consapevoli che coach Furlani potrà ancora cambiare le carte in tavola. Andare avanti, con ciò che sappiamo adesso, è importante. Dopo di che guarderemo e penseremo ai cambiamenti eventuali».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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