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Tritatutto Mantova La Mobyt nell’arena

Tritatutto Mantova La Mobyt nell’arena

Basket gara 1. Clemente in forse: i lombardi restano favoriti

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FERRARA. Avrà solo l’obbligo morale di provarci la Mobyt. E nulla più. Niente pressioni, niente obiettivi da raggiungere. Solo la leggerezza mentale di provare a vincere il più possibile per tenere viva la serie, magari oltre le tre partite. L’essere arrivati in semifinale è già la ciliegina sulla torta di un campionato che è stato troppo strano per essere vero. Tanto strano che è passato dall’essere una lotta per il primo posto a una lotta contro gli infortuni. Ora, tutto quel cielo nero è alle spalle e la Mobyt ha strappato coi denti il passaggio del turno in un derby micidiale con Ravenna, deciso solo alla quinta partita. E questa sera (primo salto alle 20.30) al PalaBam di Mantova guarderà negli occhi la squadra rivelazione del finale di stagione. Una Dinamica che nel girone di ritorno ha vinto undici partite su quindici e che, nell’ultimo periodo di stagione regolare, ha vinto sei volte su sette. Tanto è servito per arrivare al secondo posto alle spalle di Agrigento con ben 36 punti ed entrare da testa di serie nel tabellone playoff. Nei quarti Mantova ha letteralmente strapazzato Chieti (3-0) ed ora si preparare a fare altrettanto con Ferrara. Vero che dallo spogliatoio lombardo fanno trapelare l’ipotesi che stasera Clemente non ci sia (guai ad un occhio), comunque sia la Dinamica rimane gran favorita. E se davvero il lungo statunitense oggi non ci fosse, per “gara due” sarebbe al suo posto. Cosa che - purtroppo - non potrà accadere ai ferraresi Benfatto e Flamini.

Mobyt comparsa? Furlani non ci sta: «Partiamo da sfavoriti, ma non andremo a Mantova per fare la vittima sacrificale. Siamo pronti a giocarcela». Senza un lungo di ruolo e con l’organico rimaneggiato, Ferrara è riuscita a capire di avere ancor un’anima e qualcosa da dire. Vedremo come andrà contro una squadra in salute e molto ben allenata. Perché Mantova, dopo una partenza ad handicap, ha trovato la sua dimensione. Assemblata da un certo John Ebeling e plasmata da Alberto Morea, che a Ferrara è cresciuto come allenatore, la Dinamica gioca un basket frizzante, spettacolare, difficile da imbrigliare. Nelle tre sfide dei quarti ha rifilato per due volte un ventello a Chieti, prima di chiudere la serie con un “+29”. Mica male per una squadra che corre, segna e fa un basket all’arrembaggio. Con Losi regista mattatore, due americani come Jefferson e Clemente (prima o poi ci sarà) che macinano punti e rimbalzi grazie ad atletismo e tecnica, e una invidiabile truppa di italiani come Lamma, Pignatti e Ranuzzi. Senza dimenticare che Morea può contare anche su Alibegovic e Nardi. Insomma, dovrà superarsi la Mobyt se vorrà mettere qualche sassolino in un ingranaggio che ha dimostrato di girare meravigliosamente, per una squadra lunga e che arriva riposata alla sfida con Ferrara. Mantova avrà anche il vantaggio del fattore campo. I temi tattici sono molteplici e sicuramente diversi rispetto alla sfida con Ravenna. In semifinale si affrontano due squadre più tecniche, anche se l’agonismo dei playoff non mancherà di certo. Saranno interessanti le sfide sia in regia che vicino all’area. Ma soprattutto sarà interessante capire come le due squadra si approcceranno già a “gara 1”, quella che aprirà la serie. Certamente lo spettacolo non mancherà: siamo ai play off.

Mauro Cavina