Ferrari, formula disperazione
Mercedes inarrivabile, maxi-offerta per Ross Brawn. Raikkonen: «A fine contratto mi ritiro»
Prendi quattro ex campioni del mondo tagliati a fettine sottili, aggiungi un pizzico di polemica dopo il cambio a livello regolamentare, farcisci il tutto con una bella manciata di noia. Et voilà, il piatto Formula 1 versione 2014 è servito. Un campionato che al di là di un paio di guizzi sta regalando sbadigli agli appassionati, con minimi storici per quanto riguarda la presenza nei circuiti e gli ascolti televisivi. La disaffezione dei tifosi è palpabile ed è ovviamente comprensibile: lo spettacolo non c’è più, soffocato dal dominio schiacciate degli uomini Mercedes. In Austria lo strapotere della vettura anglotedesca è stato a dir poco imbarazzante (ovviamente l’imbarazzo è tutto per chi è costretto ad inseguire), con Nico Rosberg che dopo una qualifica conservativa ha veleggiato verso il terzo trionfo in campionato. A Silverstone sarà davvero difficile vedere un canovaccio diverso.
Raikkonen e il ritiro. Intanto, in attesa delle prove, è arrivato l’annuncio di Kimi Raikkonen: «A fine contratto con la Ferrari mi ritirerò». Il contratto scade a fine 2015.
Fratelli coltelli. Tornando alla Mercedes, l’unico inghippo nella stagione dei record della Mercedes è dato dall’evidente spaccatura in atto nel box. Da una parte Rosberg, al comando della classifica e sempre più padrone di una vettura che gli calza a pennello. Dall’altra Lewis Hamilton, probabilmente (ma il condizionale è d’obbligo) più forte del compagno di squadra ma ancora impreciso. La continuità non è il piatto forte del pilota britannico che continua a commettere errori grossolani (come quello in qualifica a Spielberg) che lo stanno tenendo lontano dalla vetta. Sono 29 le lunghezze da recuperare in classifica per Hamilton. In Pratica un Gp e qualche spicciolo. Dopo otto gare non è un margine da poco per Rosberg.
Profondo rosso. Inutile, quasi superfluo parlare della Ferrari date le sue condizioni. La vettura è stata concepita male, con errori evidenti in fase di ideazione e realizzazione. Fernando Alonso è quasi commovente nel provare a tirare fuori il meglio da una F14T tanto solida quanto inconcludente nelle prestazioni. Nel frattempo gli ultimi rumors parlano di un’offertona di cinque milioni per far tornare Ross Brawn a Maranello, il direttore tecnico degli anni d’oro di Schumi.
Malumore Red Bull. Altro tema caldo è il rapporto tra la Red Bull (intesa come azienda che produce bevande e che finanzia il progetto Formula 1) e la Renault (intesa come casa produttrice di motori). Il passaggio al turbo da parte dell’azienda francese si è rivelato traumatico. Sebastian Vettel è consapevole dei limiti della monoposto e ormai sta correndo senza determinazione. Nei giorni scorsi Helmut Marko, consigliere Red Bull, non ha usato giri di parole: «Se non ci sono progressi saremo costretti a cercare nuove alternative». Tradotto: ciao ciao Reanault, benvenuta Mercedes. Piccolo problema: la casaanglo tedesca vuole vincere in solitaria. Difficile che si presti a motorizzare una rivale.
Addio Monza. E intanto arriva pure la tegola Monza per gli appassionati italiani. Il circuito lombardo lascerà il Circus nel 2016 (parola di Bernie Ecclestone). Montezemolo sta provando a portare avanti la candidatura del Mugello, ma è chiaro che un pezzo di storia delle quattro ruote rischi di salutare il mondo magico della Formula 1.
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