Rosse, bilancio in deficit
Dopo nove Gp l’anno scorso Alonso ne aveva vinti due. Si pensa già al 2015
Il cambio regolamentare di quest’anno, stando a quanto si diceva nel corso del Mondiale 2013, doveva dare una scossa ai valori espressi in pista. I tifosi Ferrari, in particolare, speravano che il nuovo regolamento su scarichi soffiati e aerodinamica indebolisse la Red Bull e che la contemporanea introduzione dei motori turbo desse una grossa mano alla Ferrari, da sempre costruttrice di motori.
Il concetto era sintetizzato nell’espressione, più volte ripetuta dal presidente ferrarista Luca Cordero di Montezemolo, secondo cui la Formula 1 doveva essere «più motore e meno aerodinamica». Giunti alla vigilia della nona gara ci troviamo con un campionato dominato dalla Mercedes mentre quella che doveva essere la stagione del rilancio Ferrari si sta rivelando un fallimento. E se lo scorso anno a questo punto Fernando Alonso aveva vinto due Gp, in questo mondiale la superiorità Mercedes e le contemporanee prestazioni delle monoposto di Maranello fanno temere un’annata con zero vittorie.
Non va meglio alla Red Bull, che a metà stagione si ritrova doppiata dalla Mercedes in termini di punteggio: ma almeno i campioni in carica si sono fatti trovare pronti ad approfittare della prima e unica defaillance stagionale delle due W05 Hybrid, in Canada. E la Williams, che stando alla complessità dei progetti 2014 mai avrebbe potuto rivaleggiare con Maranello, ha appena 13 punti in meno della Ferrari e nell’ultimo Gp ha messo entrambe le sue FW36 davanti alla prima Ferrari, quella di Alonso, pur autore, parole dello spagnolo, «probabilmente della mia miglior gara dell’anno».
Insomma: quando corri al massimo delle tue possibilità e concludi quinto, preceduto da un team che ha concluso il Mondiale 2013 in nona posizione, vuol dire che ciò che manca per far quadrare il cerchio non sono semplici dettagli. Viene quindi da chiedersi come abbia fatto la Williams, nobile decaduta da ormai troppe stagioni, a indovinare un progetto azzeccato in un Mondiale così complicato. Viene da chiedersi come possa aver fatto la stessa cosa la Force India, al momento quarta forza del mondiale a undici punti dalla Ferrari. Viene, infine, da chiedersi se anche la Ferrari azzeccherà finalmente il progetto buono per dare ai suoi piloti un’arma con cui lottare veramente per il titolo, senza dover contare sui ritiri altrui. Migliorare si può, migliorare si deve. A Silverstone la Ferrari spera nel clima fresco per poter utilizzare, come già fatto in Austria, il nuovo cofano motore che offre grandi vantaggi aerodinamici. Il tutto mentre i primi rumors in vista del 2015 annunciano che la prima Ferrari firmata James Allison sarà completamente diversa dalla F14T: dal motore, che per forza di cose assimilerà i concetti vincenti di quello Mercedes, alle sospensioni anteriori, che dovrebbero tornare al più tradizionale schema push rod.
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