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Logica Fenici, un’esplosione di gioia senza fine

Logica Fenici, un’esplosione di gioia senza fine

Il presidente Ferrandino: «Un pezzetto di tricolore rimarrà sempre nel cuore di queste ragazze». Pellegrini commosso

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FERRARA. Il day after per le Logica Fenici - fresche campionesse d’Italia di football americano - ha un sapore dolce. Più dolce della mega torta che coach Gunn, tecnico delle Aquile, ha preparato nel suo bar e che loro hanno onorato nella lunga serata di festeggiamenti, finita al “nido” delle Aquile, ossia allo street food di piazza XXIV maggio.

Il successo per 32 a 13 contro le Neptunes Bologna ha proiettato sotto i riflettori questa realtà, nata ancora da una collaborazione a lungo raggio con Milano, dove i chilometri di distanza non sono stati deterrente per formare una squadra con la “S” maiuscola. Anzi. Ferrara ostenta così due scudetti (i baby Aquilotti sono campioni under 13) nella stagione, che ha visto le Aquile restare in Prima divisione come da programmazione. Un piano che li vuole protagonisti assoluti nel giro di tre anni.

Ma facciamo un passo indietro a sabato pomeriggio, appena prima delle 20, quando il referee (capo arbitro) ha sollevato l’ovale al cielo per il fine partita. Urla di gioia, baci e abbracci non si contano. Raffaello Pellegrini, general manager del football nostrano e vero motore del movimento, sta un attimo in disparte, lascia sfogare la festa, ma gli occhi sono lucidi, eccome.

«È la ciliegina sulla torta - dice -, due scudetti in una stagione fra senior e junior è cosa rara. Lo dobbiamo al lavoro, alla programmazione e alla passione che ognuno mette in quello che fa».

Travolto dalle ragazze festanti è lo staff, con Golfieri, Zanardi Orlandi, Sicignano e Borra, con quest’ultimo che scarica la tensione con un ringhio: «Lo sapevo che la coppa non sarebbe mai uscita dal campo. Grazie a tutte», dice mentre abbraccia Nausicaa Dell’Orto, la numero 82 (il numero di Mark Rocky Rothwell, indimenticato yankee delle Aquile) determinante in più di un’occasione.

Nel presidente Alfredo Ferrandino prevale lo status di ferrarese acquisito sui suoi natali bolognesi: «Le ragazze hanno fatto qualcosa che resterà nei loro cuori tutta la vita. Un pezzetto di tricolore è cucito lì per sempre. Sono state vere guerriere, lottando fino alla fine, anche a partita già vinta». (d.c.)

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