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La Maurelli prepara nuove avventure in giro per il mondo

La Maurelli prepara nuove avventure in giro per il mondo

Pochi giorni di riposo per la ferrarese delle Farfalle d’Oro «A certi livelli occorre essere pronte al sacrificio»

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COMACCHIO. Brilla la stella di Alessia Maurelli, che da cinque mesi è entrata a far parte delle Farfalle d’Oro: tre volte campionesse del mondo di ginnastica ritmica. Tanto impegno, lavoro e quindi fatica per la ginnasta di origine torinese trasferitasi da bambina a Santa Maria Maddalena, ma ferrarese d’adozione a tutti gli effetti. «Avevo cinque anni quando ho scoperto l’amore per questo sport - dice Alessia -; fu una rivelazione, sentivo che quella era la mia strada e ho continuato dando tutta me stessa». Meritato riposo per la nostra campionessa che dopo i duri mesi di allenamento al centro federale di Desio si è concessa una mini vacanza ai Lidi di Comacchio in compagnia delle amiche di sempre. L’abbiamo incontrata a Miss e Mister Notte Rosa, l’evento realizzato dalla Franco Casoni Management col contributo del Comune di Comacchio e in collaborazione con il nostro giornale. «Ne ho approfittato per salutare gli organizzatori, visto che fino all’anno scorso c’eravamo anche noi della Ginnastica Estense Otello Putinati ad esibirci tra le varie sfilate».

Tutto questo grazie agli insegnamenti di Livia Ghetti, l’allenatrice e maestra a cui il movimento della ginnastica ritmica ferrarese deve molto quanto ad atlete portate ai vertici nazionali. «E’ un’insegnante molto esigente da cui si apprende tanto. Non a caso, prima di me, altre ragazze ferraresi sono arrivate ai vertici nazionali; mi viene in mente Silvia Carletti, ad esempio, che ha conseguito risultati incredibili. Livia ha metodi rivoluzionari in fatto di allenamento, ma alla fine i risultati si vedono». Non deve essere stato facile l’approdo al centro federale dove Alessia studia in una scuola privata per finire il liceo e si allena tutti i giorni per conquistare nuove medaglie in giro per il mondo; eppure, lei assicura che il suo inserimento non è stato traumatico. «Conoscevo già le ragazze della Nazionale, perché avevo già fatto diversi stage. Anche l’allenatrice Emanuela Maccarani non era una novità, molto esigente anch’essa, ma è così che funziona a certi livelli e occorre essere pronte al sacrificio». A Baku è arrivato il titolo di vicecampionesse d’Europa anche grazie all’esordiente Maurelli. «Emozione incredibile, peccato non aver vinto, ma ci rifaremo». Tipo ai mondiali di settembre in Turchia.

Corrado Magnoni

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