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IL LUTTO

E’ morto Ermanno Tarabbia Guidò i giovani, vice di Caciagli

E’ morto Ermanno Tarabbia Guidò i giovani, vice di Caciagli

FERRARA. La Spal (e non solo) è in lutto. Ieri infatti, a Ferrara - dove risiedeva da decenni - è morto Ermanno Tarabbia, figura importante per il club biancazzurro negli anni ’70, poi anche alla...

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FERRARA. La Spal (e non solo) è in lutto. Ieri infatti, a Ferrara - dove risiedeva da decenni - è morto Ermanno Tarabbia, figura importante per il club biancazzurro negli anni ’70, poi anche alla Centese.

Tarabbia era nato a Suno, in provincia di Novara, l’11 luglio 1933: avrebbe compiuto 81 anni domani. Iniziò la carriera di calciatore nel Borgomanero, poi ebbe una bella carriera tra Legnano, Bari e Torino. Difensore arcigno, tenace, veloce, giocava anche come mediano, ovviamente in marcatura. L’apice lo toccò nel piccolo Brasile, il Mantova di Edmondo Fabbri: in biancorosso ben 164 presenze e 3 gol negli anni ’60. Chiuse la carriera nella Sarzanese e lì inizio ad allenare. Tarabbia arrivò alla Spal nel 1975, dal Borgomanero. Fu un allenatore estremamente importante per il settore giovanile biancazzurro. Severo, intransigente, non derogava sulla disciplina, in campo e fuori. Guidò la Primavera, crebbe giocatori di grandi qualità. Vedere giocare quella squadra era uno spettacolo, parliamo della Spal di Albiero e Contro, Azzi e Innocenti, Zagatti e Massi, Lauro e Bomben, poi la generazione di Nicola Artioli, “Beto” Vaccari e altri. Alcuni arrivarono alla prima squadra, ad una grande carriera. Altri non ebbero quanto avrebbero meritato. La Primavera nella stagione 76/77 venne eliminata solo nei quarti di finale dal Torino. L’anno dopo la Berretti perse la finale nazionale. Tarabbia nella sua esperienza spallina si divise tra allenatore delle giovanili e assistente di Caciagli: fu infatti il “vice” del sor Mario nel 77/78 in occasione del trionfale campionato culminato con la promozione in serie B, e poi in cadetteria nel 78/79. Per il vivaio biancazzurro furono stagioni importanti. Tarabbia arrivò in quella che in pratica fu l’ultima annata (75/76) di Paolo Mazza come presidente (il “golpe” lo estromise nel settembre del 1976), ma tecnici come lo stesso Tarabbia e Ottavio Ferraresi fecero molto per le giovanili spalline, conducendole a successi di squadra e valorizzazione di giocatori. Dopo quell’annata chiusa nel giugno del ’79, Tarabbia andò all’Alessandria; nel frattempo aveva ormai eletto Ferrara a sua città, vi rimase con la famiglia e nel 1983 approdò alla Centese, restandovi fino al 1985. Dopo, proseguì la sua carriera tra Civitavecchia, Civitanovese e Suzzara, prima di lasciare la panchina. A Ferrara lo si incontrava spesso, e non faceva mancare una battuta, un commento, sul calcio in generale e la Spal in particolare.

Con Tarabbia se ne va un altro pezzo di storia biancazzurra. Restano i ricordi, e la nostalgia per quelle partite della Primavera, alle 11 di domenica, al Centro di via Copparo quando - spesso - i nebbioni del tempo erano squarciati dalle qualità dei giovani spallini e... dalla voce tonante di Tarabbia.

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