Arriva Huff, un lottatore alla Mobyt
Il 22enne è una guardia/ala di Milwaukee uscito da North Dakota: ama il gioco fisico ed aggressivo. Un buon realizzatore
FERRARA. Si chiama Troy Huff: 22enne di Milwaukee (è nato il 2 maggio) in uscita da North Dakota. È questo rookie, atletico ed adrenalinico, il primo statunitense che la Mobyt ha ingaggiato per la prossima stagione di A2 Silver. Si tratta di una guardia/ala, che pensando al quadro tattico dell’ultima annata va a prendere il posto di Spizzichini. E in proiezione futura lascia ancora aperte due soluzioni tecniche: l’arrivo di una guardia a stelle e strisce (con lungo italiano), oppure l’esatto contrario (esterno indigeno e ala forte americana). In realtà l’intenzione del team estense sarebbe quella di ingaggiare un altro esterno yankee, andando poi a completare il reparto sotto canestro con Castelli. Oppure Carnovali e Pignatti, che ancora sono sul mercato. Le prossime mosse dipenderanno anche dal rapporto qualità-prezzo sui giocatori tenuti sotto osservazione. Chiaro, però, che è ancora preponderante la linea che vuole gli esterni entrambi made in Usa. Intanto arriva Huff, che ha mostrato l’incredibile capacità di segnare in molti modi ma non ha una mano torrida da fuori. Buon realizzatore, questo è sicuro. Un “torello” che ama l’“uno contro uno” fino nel cuore dell’area. Da questo punto di vista ricorda il ravennate Sollazzo, non a caso discretamente sondato dalla Mobyt. Huff è una sorta di atleta globale (gioca nello “spot” di tre però può esibirsi pure da due), uno da contropiede ma pure capace di attaccare il ferro nella tonnara di difese schierate. Non a caso segna tantissimo dalla lunetta. Ha chiuso il percorso universitario come un big. Personalità e potenza, racchiuse in 30’ di utilizzo medio per 19 punti a gara e 6.8 rimbalzi. Alla corte di coach Furlani arriva un bel lottatore che è a proprio agio nel gioco aggressivo. Mamma Teresa è stata a sua volta cestista di valore, una vera stella a Wisconsin. Ora il testimone passa a Troy, che ama il numero cinque e che vivrà a Ferrara la sua prima avventura da professionista della palla a spicchi. A questo punto sono soltanto due i tasselli che mancano alla nuova Mobyt. In regia ci sono Ferri e Bottioni, sul perimetro Ghirelli ed Huff. Tra area ed affini giostreranno Amici, Casadei, Benfatto e Pipitone. Se l’ala-pivot sarà italiana (l’obiettivo al momento più ragionevole da farsi venire in mente è Castelli), il ds Pulidori andrà su un tiratore-regista. Un paio di nomi sono già sul taccuino del dirigente, più uno che non è mai uscito dagli appunti: Julius Mays. La riconferma di “zio Julius” è sempre stata un’ipotesi e tutt’ora rimane fattibile. Si tratta di raggiungere l’intesa economica. E va anche ribadito che qualora la Mobyt optasse invece per un piccolo italiano, il “quattro” americano molto probabilmente sarebbe Milton Jennings.
Trattative centesi
Si muove anche il mercato della serie B, con la Tramec che è vicina all’accordo con l’ala Sebastiano Bianchi, in uscita da Omegna. Si allontana, invece, l’ipotesi di rinnovare con Marco Bona. Cambio del play Demartini, a questo punto, potrebbe essere il ferrarese Matteo Seravalli.
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