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Ferri, il 4º anno di Mobyt Voglia di lottare

Ferri, il 4º anno di Mobyt Voglia di lottare

Basket A2. Il capitano non ha ancora digerito il ko dell’anno scorso ai playoff contro Mantova

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FERRARA. È alla quarta annata estense, che comincia con la carica del primo giorno. Michele Ferri e la Mobyt, il matrimonio continua. «Abbiamo fatto bene l’anno passato, così è stato giusto confermare il nucleo degli italiani - dice il capitano biancazzurro -: non saremo impreparati, perché già sappiamo a cosa andremo incontro. È logico che ci dovremo ripetere, ognuno di noi dovrà ripresentarsi con la medesima voglia e la stessa determinazione dell’anno passato. Insieme stiamo bene e possiamo fare belle cose, così non ci dobbiamo accontentare. Anche se non sarà facile riconfermare ciò che abbiamo fatto di buono».

Due esterni americani con punti nelle mani ed il pacchetto dei lunghi completamente italiano. L’idea la soddisfa?

«In Silver si potrà anche andare con quattro lunghi italiani, giocatori grossi sotto canestro non ne ho visti. L’anno scorso in molti avevano puntato su due esterni a stelle e strisce che potessero creare più gioco e difficoltà alle difese avversarie. Mi trovo d’accordo con questa idea di squadra. In attesa del lungo che arriverà, gli altri lunghi sono bei giocatori».

È arrivato Troy Huff...

«Ho letto le sue caratteristiche su alcuni siti americani: è giovanissimo, ancora di più di Mays. Ha delle statistiche interessanti: al di là dei punti messi a segno arpiona molti rimbalzi, caratteristica sicuramente importante. Come ho detto l’anno passato per Mays e Jennings, essendo un rookie avrà bisogno dell’aiuto di tutti affinchè a Ferrara si trovi nel migliore dei modi».

«A 22 anni un conto è giocare in Ncaa, un conto è farlo in un campionato professionistico - aggiunge Ferri -. Posso dire che faremo di tutto per inserirlo il più presto possibile».

Ferri, che annata prevede?

«Abbastanza equilibrata, dobbiamo fare una buona preparazione per cominciare al meglio. Abbiamo già visto che ti giochi gli obiettivi per pochi punti di differenza in classifica, anche quest’anno credo che possa essere così. E c’è poi sempre l’incognita degli stranieri. Furlani e Pulidori hanno l’esperienza per trasmetterci determinazione e voglia dal primo giorno. Per ciò che mi riguarda, cercherò, assieme agli altri compagni esperti, di trasmettere ai più giovani queste caratteristiche. Non voglio lasciare niente al caso, anche perché non ho ancora completamente digerito il ko ai playoff contro Mantova».

Lorenzo Montanari

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