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Il problema ritmica Putinati in mani competenti

Il problema ritmica Putinati in mani competenti

L’assessore Merli e il dibattito sul Kleb: troveremo una soluzione insieme, Comune e privati

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FERRARA. L’ultima parola, ammesso lo sia, spetta a Simone Merli; dopo le opinioni di Bulgarelli (proprietario) e del presidente cussino Tosi (gestore), in merito alla svolta gestionale del Kleb, il neo assessore allo sport prosegue gli incontri conoscitivi per toccare con mano la situazione sportiva locale. Fa la conta di impianti e potenzialità. Nessuno è rimasto in coda, men che meno il Cus Ferrara la ginnastica ritmica Putinati. Anzi, Merli si muove per accorpare i singoli dove da soli non ce la fanno, per far evolvere la concezione di azienda sportiva: «Basta accontentarsi di tirare a campare - ha affermato - bisogna offrire a chi lavora con professionalità dentro lo sport la possibilità di consolidarsi, di mantenersi nel tempo senza, però, trascurare una base qualitativa imprescindibile».

È ben riposta la fiducia di Bulgarelli nell'imminente gestione Cus dell’ex Kleb?

«Il Cus è una realtà importante, che ha dimostrato con i fatti uno spessore notevole: è un polo sportivo pratico e altamente fornito, e la dimostrazione sta nell'affluenza numerosa e soddisfatta. È giusto e doveroso credere in una realtà di tale entità».

L’amministrazione comunale si sta occupando della questione ginnastica ritmica o sta prendendo tempo?

«Non ho alcun dubbio sia facile dire che competa a noi trovare uno spazio adeguato alla Putinati, ma aggiungo che ho incontrato personalmente Livia Ghetti già un mese fa e lei sa bene quanto ci teniamo. Di sicuro come Comune non avremo la soluzione dalla sera alla mattina, piuttosto possiamo sederci a un tavolo tutti insieme, pubblico e privati, e risolvere. La struttura e la conseguente attrezzatura tecnica di cui necessita la ginnastica ritmica non è affatto comune e non possiamo inventarcela».

Quale sarebbe la direzione da tenere?

«Le piccole società devono assolutamente immaginare di aggregarsi per sopravvivere, di fare di concerto. D’altronde, si sa, il mondo sportivo è complesso, articolato e molto parcellizzato».

Perché, allora, la richiesta d'aiuto è stata rivolta a Bulgarelli e Tosi?

«È normale che sia stata rivolta a loro siccome sono due punti di riferimento, due privati strutturati che tengono molto alle risorse sportive della città».

E il Cus in che modo dovrebbe rispondere?

«Il Cus sta sostenendo un impegno economico importante per potenziare le sue attività, specialmente avendo preso in carico un secondo polo. Si sono dimostrati sensibili al destino della ritmica e si sono messi da subito con noi a disposizione per aiutarli, ma la disponibilità oraria e di supporto tecnico che il Cus può offrire loro al momento non combacia con le esigenze della ginnastica ritmica».

Matteo Bianchi

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