«Kimi e la Ferrari? Non hanno feeling»
L’ex pilota ora a Sky: «Ma non dite che non c’è spettacolo»
DALLA PRIMA DELL’INSERTO
Villeneuve, partiamo dal quadro generale. Questo campionato non è molto entusiasmante. Concorda?
«Io lo spettacolo lo vedo comunque. Magari mancano le battaglie avvincenti che hanno caratterizzato i mondiali del passato, ma l’adrenalina in pista è alta e anche il pubblico alla fine se ne accorge».
Qualche passo indietro rispetto al passato però è stato fatto.
«Magari in alcuni frangenti i Gp sono meno avvincenti, però bisogna trovare un compromesso. Negli ultimi anni la federazione ha impostato una serie di regole per aumentare esponenzialmente il tasso di spettacolarità. Con l’introduzione del Drs (ala mobile, ndr) ad esempio si vedono una trentina di sorpassi a gara. Tanti se rapportati agli anni novanta. Ora però la gente vuole ancora di più e questo non è possibile. Forse c’è meno spettacolarità in fase di sorpasso. Prima si vedevano piloti che puntavano la preda per diversi giri, cercando di capirne i punti deboli per sferrare l’attacco decisivo. Credo che ora nella gestione della gara da parte del pilota ci sia meno tattica. Difficilmente si vede un fuoriclasse che inventa la staccata incredibile».
Come valuta il passaggio al motore turbo?
«Partiamo da un presupposto. L’elettronica ha chiaramente modificato il modo di rapportarsi con la vettura. Si tratta di una componente decisiva. Penso che sia più facile per i piloti domare le monoposto, qualche anno fa si doveva fare i conti con delle bestie impazzite e solo i più bravi riuscivano a tenerle a bada. Il turbo è sicuramente una tecnologia positiva, ma dipende da come la si sfrutta. Il problema di questi motori turbo è che limitano la potenza. Il controllo del flusso di benzina non permette il pieno sfruttamento del motore. Inoltre le componenti elettroniche sono basilari e quindi tolgono un po’ di poesia».
Si aspettava un dominio così clamoroso da parte della Mercedes?
«Un dominio così evidente non me lo aspettavo. Certo, durante i test precampionato si vedeva che le Mercedes avevano un passo migliore rispetto alle altre. Non è solo una questione di motore. Hanno lavorato al massimo sul telaio e stanno sfruttando il loro investimento iniziale. E poi ci sono due grandi piloti alla guida. Le altre scuderie non hanno questa fortuna».
In casa Ferrari le cose non stanno funzionando. E in più c’è la grana Raikkonen che proprio non va.
«Credo che il problema nasca da lontano. Quando ha lasciato la Ferrari nel 2009 si vedeva che non andava più come all’inizio. Probabilmente lui e la Ferrari non hanno feeling, non funzionano. Difficile capire i motivi».
Forse gli serve solo più tempo?
«Il tempo c’è stato, di gare ne sono state affrontate parecchie. Lui è così dall’inizio della stagione. Dura che riesca a tornare in alto».
Alonso non se la passa certo meglio.
«Però lo vedo più tranquillo rispetto all’anno scorso. Ha distrutto Kimi, si è capito che è superiore. Ha capito che quest’anno non ha senso creare problemi anche perché altri posti vacanti per le prossime stagioni non ce ne sono».
Torniamo alla Mercedes. Chi la spunterà tra Hamilton e Rosberg?
«Hamilton è più veloce, Rosberg è più cattivo. Il carattere in un Mondiale tirato fa la differenza e diventa decisivo nei momenti clou. Al momento però è difficile capire chi vincerà».
Domenica si corre ad Hockenheim. Che gara sarà?
«È un Gp difficile, ma non sarà decisivo. Sarà una gara in cui la pressione sarà tutta sulla Mercedes che corre in casa».
Andrea Gabbi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
