La carica degli emergenti
Ricciardo e Bottas non più seconde guide ma anche nelle retrovie i talenti ci sono
Tolti dalla classifica Lewis Hamilton e Nico Rosberg, ormai padroni del Mondiale, i piloti che hanno maggiormente impressionato nella prima metà di campionato sono due che hanno iniziato la stagione come “seconde guide”: Daniel Ricciardo e Valtteri Bottas. Sono indubbiamente loro gli alfieri del “nuovo che avanza”, insieme con Nico Hulkenberg e Kevin Magnussen mentre, alla guida di vetture poco competitive, stanno incontrando grosse difficoltà Esteban Gutierrez e l’esordiente Marcus Ericsson. E forse la sorpresa più grande è proprio l’australiano Daniel Ricciardo, compagno di squadra del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel: nessuno si aspettava che potesse arrivare a metà stagione terzo in classifica, con la bellezza di 28 punti in più del compagno di team e, soprattutto, che potesse essere lui il vincitore dell’unico Gp sfuggito alle Mercedes. Un Gp, quello del Canada, in cui se da un lato è vero che le frecce d’argento hanno avuto problemi di affidabilità, dall’altro è altrettanto vero che Daniel si è fatto trovare nella migliore posizione per approfittarne. Ricciardo è alla terza stagione completa di Formula 1 e non ha certo l’imbarazzo dell’esordiente, ma affronta un test significativo dovendo condividere il box con Vettel in una scuderia, la Red Bull, costruita intorno a lui. In Germania, Ricciardo ha dichiarato di aspettarsi un Vettel “arrabbiato”, desideroso di ben figurare nel Gp di casa: «Io dovrò solo migliorare e continuare a fare ciò che sto facendo. Ovviamente sono felice se dovesse esserci della motivazione extra in lui perché credo che questo spingerà entrambi a dare a di più».
L’altra grande novità viene dalla Williams, che con i motori Mercedes e un telaio all’altezza ha messo entrambi i suoi piloti nella condizione di ottenere risultati di rilievo. E se il veterano Felipe Massa è spesso bersagliato dalla sfortuna Valtteri Bottas, nella sua seconda stagione di Formula 1 sta convincendo tutti. «Stanno arrivando alcune buone soddisfazioni, da qui in avanti l’obiettivo per noi è arrivare più in alto possibile, tanto quanto la macchina me lo possa permettere» ha dichiarato Bottas sul podio di Silverstone, gara in cui ha concluso secondo dopo essere partito 14esimo. Un caso? Nient’affatto: il finlandese viene dal terzo posto ottenuto in Austria ed è andato a punti in tutti i Gp tranne che a Monaco. La classifica gli sorride: alla vigilia di Hockenheim è quinto con 73 punti.
Più in difficoltà gli esordienti di questo 2014, Kevin Magnussen, Daniil Kvyat e Marcus Ericsson che, come fa notare il danese della McLaren, avrebbero bisogno di fare più test: «Un pilota ha bisogno di guidare la macchina. Non parlo del funzionamento della macchina, quello si può apprendere nel simulatore, ma è fondamentale per capire come funzionano i cambiamenti di setup. Un ragazzo che sale in auto ha bisogno di imparare come funziona, di sentirla propria, e questo richiede tempo.
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