La Nuova Ferrara

Sport

Albertini si candida alla presidenza Figc È sfida con Tavecchio

Albertini si candida alla presidenza Figc È sfida con Tavecchio

ROMA. Carlo Tavecchio ha finalmente uno sfidante nella corsa alla poltrona di presidente della Figc. Demetrio Albertini, attuale numero due della Federazione, ha infatti annunciato la sua...

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA.

Carlo Tavecchio ha finalmente uno sfidante nella corsa alla poltrona di presidente della Figc. Demetrio Albertini, attuale numero due della Federazione, ha infatti annunciato la sua disponibilità a ricoprire il ruolo lasciato libero da Giancarlo Abete all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali. «Nelle ultime due settimane ho ricevuto telefonate e richieste da parte di tanti che rappresentano il mondo del calcio che mi chiedevano di candidarmi alla guida della Federazione». E ha citato l’Assocalciatori, «che però per il momento non mi ha ancora candidato», e «tanti ex colleghi fino a qualche presidente - Albertini ha confessato di non aver ricevuto chiamate da Barbara Berlusconi -, che però mi ha detto che non mi sosterrà perché sono un calciatore, anche se la mia esperienza dirigenziale ormai supera per numero di anni quella da atleta». Ad Albertini ha fatto piacere soprattutto «trovare gente per strada, tifosi non votanti, che mi chiedevano di rappresentare il calcio nei prossimi anni. È stata una cosa che non mi aspettavo, una sensazione che ha rafforzato la speranza di poter promuovere un cambiamento reale e di non tradire mai la passione dei tifosi». Albertini, come del resto lo stesso Tavecchio, in realtà non è ancora a tutti gli effetti un candidato, in quanto serve l’appoggio di almeno tre componenti del mondo del calcio per poter concorrere, ma si mette a disposizione per condividere la sua filosofia e il suo progetto con quelle componenti (come ad esempio la Lega di Serie A, quella di B e l’Aic) che non hanno ancora espresso la loro linea in vista delle elezioni federali dell’11 agosto.

In sede di assemblea, lo statuto prevede che l'elezione del presidente federale avviene al primo scrutinio quando un candidato riporti la maggioranza di tre quarti dei voti validamente espressi dai delegati componenti l'Assemblea. Il quorum poi cala in progressione nelle successivi scrutini: al secondo basta la maggioranza di due terzi dei voti, al terzo basta la maggioranza dei voto. Superato senza successo il terzo scrutinio, si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato la più elevata somma percentuale di voti espressi. È eletto il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. A votare l'11 agosto saranno 278 delegati: Lega Serie A, 20 delegati; Lega Serie B, 21; Lega Pro, 60; Lega Dilettanti, 90 delegati; atleti (Assocalciatori), 52; tecnici (Assoallenatori), 26; arbitri (Aia), 9.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google