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Nibali, due giorni per la leggenda Ecco i miti dei Pirenei

Nibali, due giorni per la leggenda Ecco i miti dei Pirenei

Tour de France. Il primo “assaggio” fila liscio, vince Rogers Oggi tappone con quattro Gpm, domani c’è il Tourmalet

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ROMA. Meno una. Vincenzo Nibali supera senza grossi affanni la prima delle tre prove pirenaiche che decideranno il Tour de France e uno degli ultimi ostacoli per arrivare in maglia gialla agli Champs-Èlysèes.

Cinque le scalate lungo i 237,5 chilometri che da Carcassonne hanno condotto la carovana a Bagnères de Luchon nella tappa più lunga del Tour 2014, in cui la maglia gialla ha controllato gli avversari senza mai dare l’impressione di essere in difficoltà. Alla fine a cedere il passo, tra gli uomini di classifica, sono stati il francese Bardet e lo statunitense Van Garderen arrivati staccati rispetto ai migliori. Mentre Valverde, Pinot e Peraud sono rimasti incollati al siciliano ma senza rosicchiare secondi al leader della corsa.

La tappa, con ventuno uomini in fuga sin dalle prime battute, e il gruppo della maglia gialla con tutti i migliori staccato a fare corsa a sé, se l’è aggiudicata l’australiano Michael Rogers, già protagonista al Giro d'Italia dove ha portato a casa due tappe, la Collecchio-Savona, centrando la fuga giusta a 20 chilometri dal traguardo, e quella con arrivo sul “mostro” Zoncolan. Rogers e gli altri (il polacco Kwiatkowski sedicesimo con uno svantaggio di 19’24” il migliore in classifica), sono stati capaci di accumulare fino a oltre 12’ di vantaggio sulla maglia gialla. L’allungo decisivo dell’australiano dopo aver scollinato il Port de Bales.

È un anno d’oro per Rogers: il tre volte campione del mondo a cronometro sul finire dello scorso anno era stato squalificato dopo essere risultato positivo al clenbuterolo. Un verdetto contro il quale Rogers ha fatto ricorso vedendo la squalifica annullata alla vigilia del Giro, e dopo aver dimostrato che la sostanza proibita era presente nel cibo mangiato in Cina dove è comunemente utilizzata negli allevamenti di bestiame.

Stanco ma soddisfatto per l’esito del primo assaggio di Pirenei, Vincenzo Nibali ricorre all’ironia: «Una bella giornatina – dice all’arrivo – con una tappa lunga, difficile da controllare, con tanti tentativi di fuga nella prima parte: non è stato facile per la squadra controllarla». «Nel finale – sottolinea il leader sinora incontrastato di questo Tour de France – la Movistar ha fatto l’andatura forte. Credo che l’intenzione di Valverde fosse quella di guadagnare secondi e c’era anche anche Pinot in grande condizione». Qualcuno gli fa notare di essere rimasto senza squadra negli ultimi venticinque chilometri, ma Nibali non è d’accordo con la sottolineatura: «La squadra sta lavorando tanto. Oggi (ieri per chi legge, ndr) non era facile, nel finale il ritmo era molto alto. Fugslang non sta bene, è spelacchiato per quante escoriazioni ha sul corpo». Oggi lo attende un’altra tappa difficile, probabilmente decisiva assieme a quella di domani: «È molto importante – osserva – con salite impegnative. Penso che sarà una corsa intensa». E non potrà che essere così. Si tratta delle ultime due tappone pirenaiche, in cui i suoi avversari le proveranno tutte per metterlo in difficoltà e strappargli la maglia. Oggi quattro gran premi della montagna e arrivo in salita a Saint-Lary Pla d’Adet dopo 124,5 chilometri. In mezzo Col du Portillon, Col de Peyresourde e Col de Val Louron Azet. Domani l’ascesa ai 2115 metri del Tourmalet prima di un altro arrivo in salita a Hautacam.

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