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«La mia storia infinita con la 4 Torri basket»

«La mia storia infinita con la 4 Torri basket»

Luigi Moretti festeggia i vent’anni alla presidenza del club granata: non sono stanco e raddoppio

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FERRARA. «Non mi sento vecchio e voglio arrivare ai quarant’anni di presidenza della 4 Torri basket». Intanto vent’anni alla guida della compagine granata, Gigi Moretti, li festeggerà quest’anno: vent’anni di matrimonio con una realtà che ama molto rappresentano un bel traguardo. «Lo devono dire gli altri se è un bel traguardo - inizia il numero 1 della 4 Torri basket -: a me questi anni hanno dato tanto e la cosa davvero incredibile è che vent’anni sono letteralmente volati via. Bella esperienza e bel traguardo, mi ritengo fortunato, anche perché ho fatto e faccio una cosa che mi piace. Che ho affrontato con tanto amore e voglia di fare, anche con la programmazione. La 4 Torri ha 65 anni ed io ne ho vissuti 20 da presidente».

Moretti, riavvolga il nastro della memoria.

«Agli inizi avevo contatti diretti e frequenti con Franco Scopa (compianto presidente della Pallacanestro Ferrara; ndr), che non posso ritenere un avversario: lui era il responsabile della prima squadra vera che c’era a Ferrara e noi avevamo i giovani. Anche Gino Piffanelli è indimenticabile. Durante il percorso ho avuto modo di apprezzare e collaborare con Mario De Sisti, che mi ha dato molto. Facendo un riassunto, direi che non basterebbe un libro e sono più le cose positive che quelle negative. Durante il percorso purtroppo si incontrano alcuni ostacoli, come del resto cattive persone: capitolo che chiudo subito».

Il momento più bello dei suoi vent’anni alla presidenza della 4 Torri?

«Vedere crescere dei giovani che fanno in un ambiente sano un’attività sana. Con grande piacere ricordo l’inaugurazione del Pala Caneparo, essere stati ospiti della Nazionale e le premiazioni del Coni. Segnale che quello che abbiamo fatto è sempre stato corretto, impegnandoci con i giovani. C’è però un rammarico…».

Quale?

«Non è mai stato visto nel giusto modo l’impegno che abbiamo dato al basket, soprattutto negli anni del Basket Club in Serie A: venivamo visti più come nemici che amici, ciò mi è dispiaciuto. Forse eravamo troppo bravi a fare ciò che facevamo».

C’è una cosa che ha fatto della quale si è pentito?

«Potessi ritornare indietro, rifarei esattamente tutto quello che ho fatto. Prima di prendere una decisione ho pensato sempre al futuro della società. Mi sono trovato in situazioni in cui sapevo che potevo prendermi un rischio, ma pensavo poi al fatto se la 4 Torri poteva continuare. Sono stra-convinto di ciò che ho fatto e sono contento».

Un personaggio che ricorda con affetto?

«Mario De Sisti, anche se mi piace citare e ricordare i vari Andrea Fels, Federico Pasquini, Adriano Furlani e Bob Cavallari. La 4 Torri è un marchio, un nome e, per la città, una storia. Con De Sisti ho collaborato quasi la metà degli anni della mia presidenza: ha dimostrato grande affetto per la pallacanestro, grande amore per ciò che fa, grande competenza. Tutti hanno portato il loro mattoncino ed avere in gestione un impianto è fondamentale: il Comune ha capito che era importante affidare un impianto importante ad una società che, con i fatti, ha dimostrato di gestirlo nel modo corretto e di valorizzarlo».

Guardando avanti, che campionato di C2 prevede quest’anno?

«Abbiamo profondamente rinnovato ed ho avuto la fortuna di conoscere il direttore sportivo Candini e coach Cavicchioli, entrambi innamorati della pallacanestro e che hanno costruito una compagine molto accattivante e giovane. Alle chiocce Aldo Martini, amico fraterno di Marco Belinelli, e Fabio Pasquini abbiamo aggiunto Leonardo Burresi, Andrea Lugli e Simone Parmeggiani. Confermati Francesco Brandani e Tommaso Fenati, ai quali aggiungiamo i giovani Francesco Ardizzoni, Massimiliano Bertocco, Matteo Magni e Luca Marchetti».

«Manca la ciliegina sulla torta che, a meno di clamorosi sviluppi, sarà Giovanni Agusto. Mi auguro che il mio ventesimo anno possa essere festeggiato con la promozione: siamo convinti di avere in mano una buona macchina».

Messaggio finale?

«Non sono stanco. Il mio prossimo obiettivo: i quarant’anni di presidenza della 4 Torri».

Lorenzo Montanari

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