Le prerogative della Spal «Duttilità tattica e fisicità»
Fioretti dopo il test di Comacchio: «E’ importante adattarsi a più soluzioni» Germinale: siamo tutti giocatori ben strutturati, in alto ci arriva chi è così
COMACCHIO. Niente male Giordano Fioretti, che sembra prendersi il centro, partendo dall’esterno, dell’area di rigore avversaria con buona disinvoltura. D’accordo che dall’altra parte sabato sera c’era una squadra che non si è ancora radunata, ma il dirimpettaio di ruolo era un certo Chomakov che la sa lunga su come tenere a bada avversari quotati. Fioretti non si è fatto intimidire e su azione personale, con un bel dribbling si è fatto spazio segnando la quarta rete per la Spal: «L’ impegno c’è stato da parte di tutti – dice l’attaccante -, abbiamo fatto movimenti chiesti dal mister e anche dal punto di vista fisico è andato tutto bene. Abbiamo lavorato bene e continueremo così».
Per lunghi tratti della partita si è visto Fioretti muoversi molto, cercare gli automatismi e dialogare con i compagni per trovare subito il feeling giusto. Si capiva che c’era molto volontà in questa ricerca e che il risultato lo si potrà vedere nel corso dei prossimi mesi. I presupposti sembrano esserci: «Grosso modo giocavo così anche a Catanzaro, poi abbiamo cambiato modulo. E’ importante adattarsi a più soluzioni tattiche con mister Brevi e non abituarsi soltanto ad uno schema. Nel corso di ogni partita può sempre capitare di dover cambiare posizione a seconda di come si dispongono gli avversari e della nostra situazione. Sarà una prerogativa del nostro gioco».
L’importante è aver rotto il ghiaccio davanti ai tifosi che l’hanno apprezzato applaudendolo quando con il suo gol ha calato il primo poker stagionale dei biancazzurri. E’ andata ancora meglio ad Alberto Filippini, entrato nella ripresa e capace di realizzare la prima tripletta in maglia biancazzurra: «Non importa chi fa gol – dice il giocatore -, ma lo sono i movimenti. E’ basilare muoversi a seconda di cosa dice il mister, siamo all’inizio e dobbiamo solo lavorare».
Leit motif di questa prima uscita sembrano quindi essere proprio i cambi tattici: «Il mister cambia parecchio durante la partita, si può giocare col 4-4-2 classico ed arrivare al 4-2-3-1; dipende da molte cose, da quando sei in possesso di palla a quando non sei in possesso: non c’è uno schema fisso. Col Comacchio abbiamo cambiato poco anche per non stravolgere l’aspetto mentale dei giovani che devono ancora abituarsi ad un certo tipo di lavoro. L’aspetto tattico verrà dopo, adesso si cura molto la parte atletica. Dobbiamo anche conoscere le caratteristiche del compagno, sapere chi ci sta vicino per giocare all’unisono».
Filippini più di ogni altro sa cosa vuole mister Brevi. «E’ il quarto ritiro che faccio con lui: Como due anni, Cremona uno e questo è il quarto. Il rapporto tra di noi è buono, il mister mi conosce anche a livello personale, sa cosa posso dare sul campo e nello spogliatoio. Ben vengano anche altri giocatori a rafforzare la squadra, dopo Gentile spero giungano altri buoni elementi per renderci ancor più competitivi».
Infine, Domenico Germinale conferma: «In settimana abbiamo lavorato molto dal punto di vista fisico. Questa partita è servita per ottimizzare tutti gli sforzi fatti nella prima settimana. Mister e preparatore atletico sono persone esigenti che fanno lavorare, ma so che i benefìci, come l’anno scorso, arriveranno durante l’anno; se si lavora bene è così. Sarà una categoria molto fisica e un po’ meno qualitativa. Noi siamo a posto da questo punto di vista, perché non siamo una squadra di brevilinei, o giocatori rapidi, ma composta da giocatori ben strutturati. D’altronde, in alto ci arrivano quelle con giocatori dotati di buona fisicità. Vedi Frosinone l’anno scorso, o squadre che per 90’ stanno sul pezzo».
Corrado Magnoni
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