Spal da ieri al lavoro nel ritiro di S. Agata
Calcio serie C. Iniziata la seconda fase della preparazione Oggi si decide per l’amichevole: forse si gioca giovedì
FERRARA. La Spal ha dato il via alla seconda fase della preparazione pre-campionato. Ieri, infatti, i biancazzurri sono saliti nel ritiro di Sant’Agata Feltria e nel pomeriggio hanno sostenuto il primo allenamento in “altura”. Da oggi doppia seduta, e l’incognita ancora aperta per domani pomeriggio. Alle 17.30 si sarebbe dovuta disputare l’amichevole contro la Sampierana, ma il test è saltato perchè i romagnoli volevano giocare sul loro campo, ipotesi subito scartata da mister Brevi visto che il terreno della Sampierana è in fondo sintetico: l’allenatore della Spal - giustamente - non vuole rischiare infortuni. Così, visto che la Sampierana non si è resa disponibile a recarsi a Sant’Agata, l’amichevole è stata annullata. Ciò non significa che i biancazzurri non scenderanno in campo: Brevi vuole far giocare i suoi per iniziare progressivamente ad aumentare i minuti nelle gambe di tutti, e la dirigenza è al lavoro per trovare una soluzione idonea. Ieri sera non si scartava l’ipotesi di un posticipo a giovedì (contro un avversario da individuare), ma su giorno e squadra da affrontare nell’eventuale amichevole, la società dovrebbe esprimersi ufficialmente oggi.
Intanto, la dirigenza è sempre attiva anche sul fronte del mercato, per assicurare a mister Brevi l’ultima pedina mancante, un difensore centrale. Si lavora in maniera capillare all’operazione-Legati. Discorso non semplice, l’ex Padova è sì svincolato dopo la non iscrizione dei veneti ma aveva un contratto importante e per scendere di categoria non vuole rimetterci eccessivamente. Per questo la Spal studia la soluzione giusta, ovviamente pluriennale, ed è in costante contatto anche con l’entourage del giocatore (assistito dal gruppo di agenti facenti capo all’ex portiere palermitano Berti).
Ora, è evidente che ingaggiare Legati rappresenterebbe uno sforzo economico notevole, ed è altrettanto lampante che la Spal non può, non vuole e non deve creare eventuali profonde disparità contrattuali all’interno del gruppo, così come intende e deve rispettare il budget che si è imposta. Al tempo stesso, è chiaro che un’operazione del genere dovrebbe essere vista non come una spesa ma come un investimento, sia nell’ottica dell’immediato rafforzamento dell’organico, sia nella prospettiva di traguardi da centrale nel medio-periodo. Inoltre, i tifosi stanno rispondendo alla grande sul fronte degli abbonamenti, ed è presumibile che un nuovo arrivo di spessore non farebbe che incrementare la corsa alla tessera, con conseguenti maggiori introiti per il club. Così come una rosa dal tasso di competitività ulteriormente innalzato ed un auspicabile buon rendimento della Spal in campionato porterebbero al “Mazza” un pubblico numeroso, e gli incassi sarebbero in proporzione.
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