La Mobyt di Furlani «Nata per regalare spettacolo ai tifosi»
Ieri l’annuncio ufficiale dell’ingaggio dell’ultimo americano Il coach: anima italiana, il talento di Kenny e l’istinto di Huff
FERRARA. «Questa estate abbiamo rischiato di non avere più la pallacanestro a Ferrara; poi, il lavoro intelligente di tutti quanto hanno a cuore il nostro basket - in primis il presidente Bulgarelli - ha scongiurato il pericolo. Ecco, noi vogliamo dare il massimo per fornire un contributo ad un progetto che non meritava di finire. Non dopo le cavalcate degli ultimi anni e tutto quanto ci siamo guadagnati sul campo». Sinfonia struggente e intonata di coach Furlani. Ieri è arrivato l’annuncio ufficiale dell’ingaggio di Kenny Harsbrouck, il tassello finale. La Mobyt 2014/2015 è allestita e l’allenatore spiega i criteri con cui è stata costruita.
«L’anno scorso è stata un’incompiuta e non per nostra volontà: il gruppo italiano andava rispettato. Non siamo riusciti a confermare tutti per scelte tecniche ed economiche (Spizzichini e Flamini su tutti; ndr). Da lì è poi nata una svolta filosofica: siamo sempre stati additati come squadra parsimoniosa nel fare canestro, ora proviamo a cambiare. Non so se il campo ci darà ragione, tenteremo di essere più offensivi ed atletici. Molto dipenderà dall’ultimo arrivo».
Nel senso che Hasbrouck rappresenta il salto di qualità... «Nel senso che molto dipenderà dal suo atteggiamento. È reduce dall’ultima stagione in Turchia non all’altezza: puntiamo sulla sua voglia di riscatto. Hasbrouck ha nelle sue corde un talento di categoria superiore, abbiamo investito sulla sua sete di rivalsa. Per noi è una sfida avere sostituito Mays con un giocatore poliedrico e che ha molte frecce nel suo arco». Ecco, Mays... «La gente ha negli occhi e nella testa quello che Julius ha dato nel finale di stagione, che non è stato il suo meglio. Ma durante l’anno a noi ha dato tanto. Non potevamo offrire un prodotto inferiore. Vogliamo invece fornire alla nostra gente un motivo in più per venire al palasport».
L’altro statunitense è un rookie: Troy Huff. «Sono stato solleticato dal suo modo di interpretare la pallacanestro: istintivo, talentuoso e con un pizzico di follia. Sa fare canestro in tanti modi. Per ottenere risultati puntiamo sul talento di Hasbrouck, l’intraprendenza di Huff e il nucleo degli italiani. Perché, ripeto: l’anima e il carattere sono generati da questo eccellente gruppo di italiani. Nel settore lunghi abbiamo fisicità e un Amici con noi dall’inizio. Sul mercato il ds Pulidori ha lavorato bene: è stato bravo a non sforare il budget ed a tenere la barra dritta». Sarà difficile, semmai, tenere lontani i riflettori. L’arrivo di Hasbrouck e la conferma del nucleo della scorsa stagione proiettano la Mobyt sul palcoscenico. «Le pressioni le giro su uno che, vista la mole, le sa sopportare bene: il diesse Pulidori - ride Furlani -; l’ottima operazione di mercato che ha portato Hasbrouck a Ferrara è tutto merito suo».
«Scherzi a parte - chiude il coach degli estensi -: abbiamo provato a correggere i limiti che avevamo l’anno scorso. Il nostro obiettivo è dare alla società la possibilità di partecipare al secondo campionato nazionale».
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