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basket serie a2 silver - oggi alle 18 il raduno

La Mobyt riparte e c’è già Huff «Amo attaccare dal palleggio»

La Mobyt riparte e c’è già Huff «Amo attaccare dal palleggio»

FERRARA. La Mobyt ricomincia, 88 giorni dopo “gara 4” contro Mantova. Lo fa oggi alle ore 18, quando al palasport è fissato il raduno a porte aperte ed il primo allenamento atletico agli ordini del...

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FERRARA. La Mobyt ricomincia, 88 giorni dopo “gara 4” contro Mantova. Lo fa oggi alle ore 18, quando al palasport è fissato il raduno a porte aperte ed il primo allenamento atletico agli ordini del preparatore biancazzurro Rossano Bonati. Aspettando Kenny Hasbrouck, coach Adriano Furlani abbraccerà, oltre ai confermati Bottioni, Amici, Ferri, Casadei, Benfatto, Pipitone e Ghirelli, i nuovi Riccardo Castelli e Troy Huff. Quest’ultimo arrivato a Ferrara con un giorno d’anticipo e già presentato ieri sera. Sbarca con la compagna Jozy, il neo numero 5 biancazzurro.

«Faccio dell’atletismo e della capacità di attaccare il canestro dal palleggio i miei punti di forza - le prime parole “italiane” di Huff -; caratteristiche che avevo già in North Dakota, dove a livello di squadra dovevamo essere molto veloci andando a tirare già nei primi 10” dell’azione».

«A livello di penetrazione credo che risulterò molto utile alla squadra. Il basket italiano? Esperienza nuova, dovrò abituarmi anche a livello di regole. Conosco Charlie Westbrook, che ha giocato nel South Dakota e che mi ha parlato della pallacanestro europea. Fuori dal campo mi reputo un ragazzo molto semplice, mi piace rilassarmi e restare con le persone alle quali voglio bene. Tengo molto alla mia famiglia, come del resto tendo ad attaccarmi molto ai miei compagni di squadra: mi piace fare gruppo, così non vedo l’ora d’incontrarli».

«Rispetto all’anno passato volevamo una compagine maggiormente da corsa e dinamica – le parole del diesse Andrea Pulidori -, così abbiamo deciso di acquistare due esterni americani. Huff è duttile e potrà giocare come ala piccola e guardia. Ci aspettiamo che faccia bene, il fatto che sia un rookie non ci spaventa: confidiamo che gli italiani lo aiutino ad integrarsi all’interno del gruppo il più presto possibile. È un ragazzo a modo e tranquillo, a livello tecnico dotato di un buon controllo del pallone, così come è un bravo passatore».

«In situazioni nelle quali coach Furlani voglia mandare in campo un quintetto grosso - ha chiuso Pulidori -, Troy potrebbe giocare come guardia. A parte Benfatto e Pipitone, abbiamo giocatori che possono giostrare in più di un ruolo: questa è stata una scelta precisa dettata dallo staff tecnico».

Lorenzo Montanari

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