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terza categoria - una nuova societa’ riparte con un progetto ambizioso

Il Malborghetto non ha paura di sognare: «Vogliamo divertirci e divertire»

MALBORGHETTO. E’ nato così, per un senso di responsabilità verso il piccolo paese di Malborghetto di Boara - ormai un’appendice fondamentale di Ferrara più che una frazione – il Malborghetto Calcio...

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MALBORGHETTO. E’ nato così, per un senso di responsabilità verso il piccolo paese di Malborghetto di Boara - ormai un’appendice fondamentale di Ferrara più che una frazione – il Malborghetto Calcio che, grazie ad una vera e propria corsa contro il tempo, è riuscito ad iscrivere la formazione giallonera al campionato di Terza Categoria. Evitando così la scomparsa del calcio da Malborghetto.

Totalmente nuovo l’assetto societario, a partire dal presidente Ivano Severi, chiamato a gestire insieme ai suoi collaboratori più stretti, Edoardo Bandiera (vicepresidente) e Giacomo Beltrami, una situazione completamente nuova ma ricca di stimoli e ambizioni. «Com’è nata questa idea? Siamo tutti appassionati di calcio legatissimi al nostro paese e la prospettiva che la domenica non si sarebbe respirata aria di calcio giocato non ci piaceva. Preso atto dell’impegno e degli ingenti sforzi dei nostri predecessori, in poco più di un mese abbiamo intrapreso questo nuovo percorso, grazie anche al fondamentale supporto di tanti volontari. L’entusiasmo per partire c’è ed è contagioso, vogliamo divertirci e divertire, riscoprendo il gusto di far calcio».

Ieri la squadra si è riunita per iniziare la preparazione e un’altra grande novità è il nome dell’allenatore: sarà Iacopo Innocenti, figlio del più famoso Paolo, a prendere in mano le redini dello spogliatoio. Il classe 1989, nonostante sia alla sua prima esperienza in panchina, dimostra di avere già le idee chiarissime: «Ho un buon maestro da cui posso imparare tante cose, per me si tratta di una grande occasione a 25 anni. Tutti noi, dirigenti, staff e giocatori, ci sentiamo responsabilizzati nei confronti del paese e non vogliamo deludere nessuno. Per questo non abbiamo intenzione di fare promesse che non siamo in grado di mantenere. L’obiettivo è di vendere cara la pelle, l’organico allestito in poche settimane a costo zero è buono e chi viene a giocare qua lo fa unicamente per passione. Poi quel che sarà, sarà. E il prossimo anno faremo un bilancio, ma per noi è fondamentale gettare da subito le basi per tornare a coltivare un nostro settore giovanile formativo ed educativo. Però facciamo un passo alla volta, per il momento va bene così».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Bandiera, braccio destro di Severi: «Portiamo avanti il concetto di squadra di paese. Siamo una piccola realtà ma tutti ci stanno dando una mano, o per le impreviste opere di manutenzione del campo o per i più disparati motivi. Partiamo con il contributo di tutti, questo è importante; poi toccherà a noi far felici i tifosi la domenica».

Dopo anni in categorie superiori, torna all’ovile Andrea Cotti, uno dei giocatori più rappresentativi del Malborghetto che verrà: «Non mi pesa assolutamente scendere di categoria; anzi, è una scelta che ho preso serenamente. Giocare per il proprio paese è uno stimolo unico, ci faremo valere e il progetto merita attenzione».

Costantino Felisatti

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