La Nuova Ferrara

Sport

calcio dilettanti - la storia

Malagutti, una vita rossoblù «I miei 21 anni al Casumaro»

Malagutti, una vita rossoblù «I miei 21 anni al Casumaro»

CASUMARO. Ha superato le nozze di “porcellana” e si avvicina a quelle d’argento col Casumaro: ha festeggiato vincendo l’anno scorso il campionato di Seconda categoria, il primo nella sua storia. E’...

2 MINUTI DI LETTURA





CASUMARO. Ha superato le nozze di “porcellana” e si avvicina a quelle d’argento col Casumaro: ha festeggiato vincendo l’anno scorso il campionato di Seconda categoria, il primo nella sua storia. E’ successo a capitan Andrea Malagutti, che con questa stagione sale a quota 21 anni in rossoblù. Una vita intera, dagli Esordienti alla prima squadra passando per tante vicissitudini, amare retrocessioni e strabilianti vittorie.

«Ero all’Audax Dribbling nel ’93 – ricorda Andrea -, quando il Casumaro prelevò me e altri ragazzi in blocco per costruire il suo settore giovanile. Negli anni mi sono sempre comportato bene, la società ha apprezzato la mia serietà e io mi sono trovato bene con loro dal presidente a tutti gli altri componenti della dirigenza che ringrazio pubblicamente». Fiore all’occhiello dei centesi, Malagutti non ha mai cambiato idea sulla sua scelta. «Quando arrivai era una delle piazze storiche della provincia ferrarese, faceva l’Eccellenza e contava alcuni dei migliori dilettanti in circolazione. Per noi ragazzi era un onore essere scelti da una realtà come questa. Per fortuna, contrariamente a quanto successo da altre parti (Bondeno, Masi Torello e Migliarino per intendersi; ndr), qui si è sempre tenuto duro e non si è mai pensato al fallimento o al cessare l’attività. Questo mi ha permesso di mettere in fila così tanti anni di militanza in rossoblù».

Da Ferrara a Casumaro per così tanto tempo che solo un pendolare che lo fa di mestiere può capire cosa si provi. «Ormai la strada la conosco a memoria, potrei farla con il pilota automatico. Ringrazio anche Simone Casotti, mio attuale direttore sportivo, che da giocatore ha condiviso con me questo viaggio in tutti questi anni». Mai una parola fuori posto, sorriso sulle labbra sempre e reputazione da professionista contraddistinguono la carriera di Malagutti, classe 1983 e una laurea in Informatica.

«Ho solo fatto il mio dovere, il calcio mi è sempre piaciuto e impegnarmi non è stato faticoso. Devo molto anche agli allenatori che ho incontrato nel mio percorso, dai quali ho imparato molto. La più bella stagione è stata quella dell’anno scorso, perché abbiamo vinto il campionato, mentre all’inizio degli anni 2000 avevamo vinto la Coppa Emilia«. Curiosità, Malagutti è tifoso interista, per caratteristiche e ruolo, visto che fa il difensore, lo si potrebbe persino definire Zanetti de noantri. «Non esageriamo, paragone troppo importante. Il nostro è tutto un altro calcio. Tifo per l’Inter sin da bambino e quest’anno vedo i nerazzurri un po’ come noi: entrambi abbiamo cambiato molto e solo il campo dirà come è stato fatto il lavoro estivo».

Corrado Magnoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google