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IL NEO-ACQUISTO E IL MERCATO

Personalità e spessore umano Mattioli: «Ora un altro brasiliano»

di Paolo Negri
Personalità e spessore umano Mattioli: «Ora un altro brasiliano»

FERRARA. L’immagine può apparire stridente. Walter Mattioli e Romulo Togni posano per le foto di rito. Il neo-acquisto brasiliano sfodera un bel sorriso, mentre il massimo dirigente biancazzurro è de...

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FERRARA. L’immagine può apparire stridente. Walter Mattioli e Romulo Togni posano per le foto di rito. Il neo-acquisto brasiliano sfodera un bel sorriso, mentre il massimo dirigente biancazzurro è de cara fechada, per dirla nella lingua madre del centrocampista: imbronciato che di più non sarebbe possibile. Tutto tranne che un atto di scortesia nei confronti di Togni, per il quale - anzi - Mattioli ha parole di sincero trasporto. Ad uscirne con una battuta, è lo stesso presidente, che spiega: «Non vorrei che finisse come con Miglietta, quel giorno sorridevo troppo...». Non finirà a quel modo, se ci si può sbilanciare. Togni al primo impatto trasmette l’impressione di una persona con solidi valori morali, un uomo di grande spessore. Chiaro, pacato, mai banale, tranciante nelle considerazioni anche sullo stesso mondo del calcio. Quanto al giocatore, lo si conosce. Il tasso qualitativo è di alto livello, il raziocinio anche. Ora va atteso con la pazienza che si deve a chi è sbarcato ieri ed in cinque/sei giorni deve calarsi in una nuova realtà e riprendere confidenza con le partite che negli ultimissimi tempi della sua esperienza avellinese gli sono state negate. Togni ha il vantaggio di arrivare, oltre che con il suo ricco bagaglio calcistico e umano, già in possesso di nozioni di spallinità e ferraresità, trasmessegli a dosi per nulla omeopatiche dal fraterno amico Eros Schiavon e dalla famiglia, estense, della moglie dell’amato ex biancazzurro. Quello di riportare Schiavon alla Spal è il sogno, nemmeno nascosto, che Mattioli anche ieri ha fatto intendere di coltivare in prospettiva. Abbinato ad un altro. Parola di presidente: «E’ arrivato un giocatore (Togni; ndr) che due mesi fa non immaginavamo nemmeno di poter prendere, per bravura e carriera. Ma quel signore (Miglietta; ndr), di cui non intendo parlare mai più, ci ha aperto la strada per acquistare uno più bravo di lui. Togni aveva richieste in B però ha scelto Ferrara ritenendola la soluzione migliore, a differenza di quanto fatto da altri personaggi, e ciò mi gratifica molto. Abbiamo preso un giocatore che è un lusso per la città e per la categoria. E sapete che vi dico? Pensiamo ad un altro brasiliano». Come difensore centrale, visto che nel settore manca un elemento per arrivare ai quattro desiderati da mister Brevi? Il mezzo sorriso di Mattioli è enigmatico. Il d.s. Vagnati non si sbilancia: «Altri movimenti? Da qui a fine mercato (alle 23 di lunedì 1 settembre; ndr) sì; ma non domani, l’ultimo giorno. Cosa? L’uscita di Sereni, poi vediamo che succede». Vagnati nega che per Sereni ci sia il Como, e indica quella della Torres come la pista più concreta. Dubitiamo che il terzino ci vada.

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