Ferrara in lutto Ieri è scomparso Polmonari
Ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Roma del ’60 Aveva 90 anni e la ginnastica artistica nel cuore
FERRARA. Una vita semplice, ma avventurosa, sulla quale si potrebbe scrivere un romanzo basato su un racconto epico. Si è spento la notte scorsa il 90enne Orlando Polmonari, leggendario ginnasta ferrarese. Nato l’11 marzo del 1924, l’atleta estense ha passato una vita felice tra l’affetto dei familiari e solo nelle ultimissime settimane aveva pagato il conto degli acciacchi dati dal tempo. La cerimonia funebre si terrà sabato alle ore 10.45 alla parrocchia di Quacchio a cui parteciperanno autorità del mondo sportivo e politico anche a livello nazionale. Se n’è andato così un pezzo del nostro movimento sportivo, un protagonista in grado di portare in giro il nome della sua città nei vari angoli del continente. La ginnastica artistica era il suo credo, una passione nata nel 1938 e interrotta soltanto verso la fine della guerra, perché, come raccontano i familiari: «Oppostosi ad un’ingiusta punizione inflitta ad un compagno, l’esercito tedesco lo prese in consegna deportandolo». Finiti i pochi mesi di prigionia e con essi anche le ostilità belliche, Polmonari riprese la propria attività nel 1948 giusto in tempo ottenere un quarto posto di squadra al concorso internazionale di Firenze, una medaglia d’argento ai giochi del Mediterraneo ad Alessandria d’Egitto e il decimo posto alle Olimpiadi di Helsinki del 1952.
Il clou lo ebbe ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona conquistando il primo posto con la squadra e il quarto nel singolo al cavallo. Nel 1956 vinse il titolo italiano di ginnastica artistica e finalmente nel 1960 la celeberrima medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma con la squadra azzurra di cui faceva parte anche il famosissimo e all’epoca giovanissimo Franco Menichelli. A giusta ragione, negli anni ’60, si può oggi asserire che Polmonari, assieme a Uber Bacilieri nel pugilato, sono stati gli atleti di spicco della nostra provincia dell’epoca. Il vuoto resta incolmabile, Polmonari lascia la figlia Daniela e i tanti nipoti che gli hanno voluto un bene inestimabile.
«Era una persona eccezionale - dice Claudio Pasquali, nipote di Orlando, nonché direttore tecnico regionale della ginnastica artistica e che svolge l’attività di istruttore in una palestra di Cesena -: mio nonno è scomparso alle 3 di notte tra martedì e mercoledì. Ha sempre goduto di ottima salute e solo recentemente ha avuto un crollo verticale. E’ stato un grandissimo ginnasta da cui ho appreso moltissimo e grazie al quale mi sono avvicinato a questa pratica sportiva; sono stato infatti un suo allievo».
«Mio nonno non era solo un ginnasta, era un’artista a 360º. Aveva un dono naturale per la creatività: oltre alla ginnastica, amava la pittura, la scultura e sapeva anche suonare il pianoforte e ballare. Ha fatto diversi lavori, tra cui il primo, quando era giovanissimo, il decoratore da cui si capiva la grande vena artistica». Tanti successi, ma anche grosse delusioni. «Circa trent’anni fa, la famosa medaglia olimpica di Roma fu trafugata al palazzo delle palestre dove veniva custodita in quel periodo; fu davvero una grave perdita affettiva, mio nonno ci teneva molto». Per la cronaca, Polmonari è stato intervistato dal nostro giornale appena 4 anni fa, quando il Coni per festeggiare i 50 dalle Olimpiadi di Roma lo ricevette per ricordare il suo bronzo olimpico; il nostro portacolori, già Cavaliere al merito sportivo, fu ospite anche al Quirinale.
Lo ricorda con affetto anche la Pgf che fino a 35 anni fa lo vedeva in prima fila tra i suoi istruttori. «E' stato uno dei nostri atleti più longevi - dice Franco Mantero, presidente della Palestra Ginnastica Ferrara di piazzale atleti azzurri d'Italia -: ha gareggiato sin oltre i 40 anni di età. Con lui è finita un’epoca, tanti i ricordi che si porta dietro. Terminata l'attività agonistica era subentrato nei ranghi degli istruttori e aveva smesso quando divenni presidente. Era uno dei responsabili della struttura sportiva che dopo essere stato ginnasta ha lasciato spazio ai più giovani e si è dedicato ai suoi hobby. Era un artista a tutto tondo, faceva tante cose tra cui lavorava anche il vetro». Polmonari, artista poliedrico, aveva tantissimi interessi come dimostrano le diverse testimonianze raccolte.
«Tra i suoi hobby figurava anche la danza - dice Mantero -. Negli anni aveva lasciato la sua opera di istruttore a suo nipote. Polmonari era un uomo molto semplice, era l'immagine di un'epoca diversa. Con lui si può ben dire che se ne va un pezzo importante della nostra storia». Addio quindi Polmonari, quella medaglia di bronzo conquistata a Roma rimarrà per sempre tra i ricordi più belli del nostro sport.
Corrado Magnoni
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