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Spal, per l’età media la pista è Lazzari

di Paolo Negri
Spal, per l’età media la pista è Lazzari

Con la squadra delineatasi finora si sforerebbero di poco i parametri. Anche per questo avanza la candidatura dell’ala

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FERRARA. Ci si avvicina al campionato. Da domani la serie C 2014/2015 dovrebbe partire. Condizionale d’obbligo, oggi si attendono comunicazioni o maggiori lumi sulla squadra ripescata in B e su quella che di conseguenza salirà in Lega Pro. Da qui si arriverà a capire se, come e quando verrà mutato il calendario del girone di serie C interessato alle modifiche. Vedremo.

Per la Spal l’appuntamento è domenica, alle 18, al “Paolo Mazza” contro il Pontedera. Attesa. Curiosità. Anche di formazione, ovvio. Ma non solo in stretta relazione alle scelte tecniche di mister Brevi. C’è un interrogativo che attende risposta: i biancazzurri rispetteranno i parametri dell’età media?

Si sa che la proprietà e la presidenza, la società in senso ampio, fin dalla scorsa stagione hanno sposato la linea che consente di accedere ai contributi. Il duplice obiettivo, nell’ultimo campionato, è stato coniugato al meglio: promozione, ottenuta schierando una squadra giovane, col conseguente beneficio di bei soldini a corroborare il bilancio del club. Ed è questa la strada su cui si vuole proseguire, senza ovviamente tralasciare competitività, ambizione, obiettivi.

Il problema, se così si può dire, è che se venisse confermata la formazione prevalentemente utilizzata finora, i parametri verrebero “sforati”, sia pure di poco. I 25 anni vanno calcolati su dieci giocatori, escludendo quindi il più “anziano”. Se si prende in esame la squadra schierata in Coppa a San Marino andrebbe tolto un ’85 - Gentile o Fioretti - ma la media sarebbe di 25,1 quindi oltre il consentito per la finalità enunciata. Con l’inserimento dell’82 Togni in mediana al posto di Gentile, non andrebbe calcolato il brasiliano ma il computo rimarrebbe identico: sempre 25,1. Con Togni, e Gentile preferito a Landi, la quota verrebbe ulteriormente alzata.

La strada principale, di conseguenza, è rappresentata dall’utilizzo di Lazzari. Ed è questa l’ipotesi che si fa strada. Con l’ala al posto di Filippini si guadagnerebbero 6 anni; con Lazzari per Di Quinzio (ed al momento appare la probabilità più gettonata, con Filippini che andrebbe a sinistra), gli anni di bonus sarebbero 4, comunque sufficienti per rientrare nei parametri.

Ricorrendo a Lazzari, quindi, la Spal sarebbe nelle condizioni di ottemperare ai requisiti che si è imposta. Poi è chiaro che si ragiona anche sulla base di valutazioni prettamente tecniche. I biancazzurri finora, anche per una questione strettamente legata ai carichi di lavoro sostenuti ed alle caratteristiche morfologiche ed atletiche dei singoli, hanno un po’ difettato di passo, di spunto, di velocità, di brillantezza. Lazzari è forse l’unico brevilineo del gruppo, inoltre si sa quali sono i suoi requisiti, ampiamente messi in mostra lo scorso campionato. Ecco perciò che il suo utilizzo potrebbe aiutare a sopperire ad alcune delle mancanze evidenziate finora, così come l’inserimento del neo-acquisto Togni è suscettibile di conferire quella qualità tecnica, quella visione di gioco, quella facilità in fase di impostazione di cui si avverte la necessità.

Al contempo, come sottolineato, Lazzari farebbe scendere l’età media a 24,7 (se l’escluso fosse Di Quinzio) oppure a 24,5 (se rimanesse fuori Filippini), quindi nella forbice richiesta. Scelte per certi versi dolorose, viste le qualità dei protagonisti. Ma che andranno compiute per far combaciare tutte le necessità.

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