La Nuova Ferrara

Sport

«Spal, nessun attrito tra società e Brevi»

di Paolo Negri
«Spal, nessun attrito tra società e Brevi»

Presidente e ds: unione d’intenti fortissima, faremo bene

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Quella di ieri, in casa-Spal, era la giornata della presentazione dei neo-acquisti Caio De Cenco e Giorgio Capece. Inutile negare, però, che c’era curiosità - forte - per sapere i contenuti e l’esito del colloquio avuto a pranzo tra il presidente Walter Mattioli e mister Oscar Brevi. Nei giorni scorsi, prima e dopo il debutto in campionato coinciso con la sconfitta 0-3 contro il Pontedera, il massimo dirigente e l’allenatore avevano espresso posizioni contrastanti (culminate con le esternazioni post gara di Mattioli), in particolare sulla questione dell’età media (che col Pontedera è stata sforata rispetto al parametro-base dei 25 anni per accedere in toto ai contributi).

Ieri, prima della conferenza stampa di De Cenco e Capece, lo stesso Mattioli ed il d.s. Vagnati hanno però fatto fronte comune, negando qualsiasi malinteso ed attribuendo il tutto ad un eccesso di amplificazione e di scetticismo degli organi di informazione. Il presidente comunque è stato molto diretto, non ha eluso la questione (anzi) ed ha anche ammesso che qualche volta gli “scappano” riflessioni più da tifoso che da dirigente.

«Non è successo alcunchè di particolare - ha premesso Mattioli -. Dopo la partita eravamo tutti un po’ arrabbiati, ma non esiste alcun contrasto tra me ed il mister o tra me ed i miei più stretti collaboratori. Il fatto è che io sono un tifoso della Spal ed a volte reagisco in una certa maniera. Purtroppo qui l’ambiente è un po’ così, solo a Ferrara ad esempio si parla del problema del minutaggio e del calendario-spezzatino, altrove non se ne preoccupano. Detto ciò, l’incontro di oggi (ieri; ndr) era utile solo per un chiarimento sulle parole uscite da parte mia domenica. Ci siamo trovati d’accordo: se una domenica si va oltre i 25 anni di media, la partita dopo si abbasserà la quota a 24 e qualcosa. Mister Brevi ha solo detto che se una domenica ritiene più in forma un giocatore, lo schiera a prescindere dal discorso età media. Ma va benissimo, oltretutto anche schierando tutti i “vecchi” non andremmo globalmente sopra i 26 anni. Ecco, sono state chiarite queste cose semplici».

Mattioli ha poi rimarcato: «Tra me e lo staff c’è un’unione d’intenti importantissima. Siamo partiti male ma sono convintissimo che faremo un ottimo campionato, dando grandi soddisfazioni ai nostri tifosi. L’incontro che abbiamo avuto col mister è stato cordialissimo, i chiarimenti servono a cementare i rapporti. la squadra è totalmente nuova, abbiamo giocatori di struttura fisica e magari ci vorrà un po’ di tempo perchè siano in forma, però sono sicuro che disputeremo un grande campionato. Mi spiace che a Ferrara ci si dimentichi in fretta di cos’è successo due mesi fa, o un anno fa. Quanto a me, mi sono ripromesso di essere meno tifoso a fine gara e di stare più attento a dichiarazioni che possono dare adito a dubbi. Il rapporto è saldo e cordiale tra me, Brevi e Vagnati».

Proprio il d.s. ha poi preso la parola e fornito questa lettura della situazione: «Sono molto dispiaciuto per l’accanimento mediatico verso il mister che ho constatato in questi due giorni. Non è giusto, e vedo che si è voluto rimarcare discorsi di età media, di scelte e non scelte. Alla Spal non esiste alcun tipo di problema, ed essere disfattisti come lo si è stato negli ultimi giorni va solo a discapito di tutti: cerchiamo di essere tutti positivi e di remare nello stesso senso della corrente. Noi sicuramente siamo ancor più uniti di prima».

Vagnati ha posto l’accento, al pari di Mattioli, sulla grande determinazione che ha colto in seno alla squadra: «Questa mattina (ieri; ndr) negli occhi del mister ho visto il furore di chi avrebbe voluto avere un turno infrasettimanale per giocare subito. Lui, i ragazzi e tutti noi vogliamo far ricredere gli scettici che hanno già dato giudizi».

Ancora Mattioli: «Mai in ventisette anni da presidente ho visto giocatori avviliti, silenzioni e dispiaciuti come erano lunedì i nostri. però mi dicevano di non veder l’ora di rigiocare per dimostrare chi sono. E infatti: raramente si assiste ad allenamenti intensi e cattivi come quello odierno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google