Bresciani dà la ricetta «Qualità e giovani»
FERRARA. I due centravanti della Genova anni’70: il blucerchiato ed il rossoblu, il sampdoriano ed il genoano. E fior di centravanti: Carlo Bresciani e Roberto Pruzzo. Sabato a Savona erano fianco a...
FERRARA. I due centravanti della Genova anni’70: il blucerchiato ed il rossoblu, il sampdoriano ed il genoano. E fior di centravanti: Carlo Bresciani e Roberto Pruzzo.
Sabato a Savona erano fianco a fianco in tribuna. Pruzzo in qualità di d.s. dei liguri. Bresciani come osservatore del Lanciano. Proprio lui, l’indimenticabile “Biscia” della Spal di Galeone. Splendido 60enne, abbronzatissimo, in grande forma, sempre molto legato alla Spal ed a Ferrara («Salutatemi la città e tutti gli amici, passerò...»), Bresciani ha rivisto più che volentieri i biancazzurri. Il giudizio, però, è stato forzatamente mitigato:
«Non è facile esprimere un giudizio... Ho seguito per la prima volta la Spal di questa stagione, diciamo che non mi ha fatto una grossa impressione».
In che senso, “Biscia”?
«Mi sembra che manchi qualcosa. Serve gente veloce, tecnica, rapida, di passo: vinci con giocatori così, il savonese Demartis ha messo in difficoltà i biancazzurri. E poi nella C di oggi sono necessari ragazzi giovani, che abbiano voglia di affermazione, di arrivare, di imporsi. Non è più la C dei nostri tempi, ora i giocatori di esperienza, di passato, scendono solo per soldi. Ed una società di provincia deve puntare sui giovani. Questa Spal non è nemmeno tanto giovane... Credo che l’esempio giusto sia quello del Lanciano, realtà che conosco visto che lavoro per gli abruzzesi. Da due anni il Lanciano ha abbracciato questa politica, nel campionato attuale ha esordito a Catania pareggiando con gol di Cerri, Pinato, Gatto (ieri 2-0 al Modena, Gatto ancora in gol; ndr), appunto i più giovani. Al di là di ciò, mi auguro proprio che la Spal dopo questo inizio possa riprendersi rapidamente. Mi sta sempre a cuore». (p.n.)
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