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La Mobyt inizia a brillare Gli avversari la rispettano

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Applausi anche dopo l’amichevole con la De’ Longhi Treviso

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FERRARA. Altri applausi per una Mobyt sempre più offensiva, che contro la De’ Longhi Treviso ha cominciato a fare vedere buone cose anche in difesa. «Treviso è attrezzatissima dal punto di vista fisico - le considerazioni del coach biancazzurro Adriano Furlani -, dal canto nostro abbiamo disputato una gara fatta di velocità: adesso abbiamo ritmi differenti da loro».

Coach, quale l'aspetto maggiormente positivo? «Abbiamo provato a gestire dei quintetti anomali, con Castelli ala piccola, con i due lunghi, con Ferri e Bottioni in mezzo al campo, con un americano solo e privi di americani. Abbiamo provato molte cose e questo ci tornerà molto utile, anche se il cammino è ancora molto lungo. Se hai un giocatore come Hasbrouck che tira con quelle percentuali (8/10 da fuori all’intervallo, ndr), beh, le cose diventano tutte più facili: si aprono gli spazi per i lunghi e si crea un equilibrio molto più evidente in mezzo al campo. Mi fa piacere che il pubblico si sia divertito, ma bisogna che pensiamo che il campionato comincia fra meno di un mese».

Gara vera, per essere la seconda uscita, quella contro i trevigiani...«Ho avuto la sensazione che quella affrontata non fosse la migliore Treviso: è un’altra squadra e per vedere una gara vera dobbiamo incontrare una compagine al top. Quando sarà in forma, la De’ Longhi diventerà ben più temibile. All’inizio abbiamo subito a livello fisico, dopo di che abbiamo avuto energie maggiori e il gap fisico non l’abbiamo più subito. A settembre la pallacanestro è relativa».

Adesso, sotto con il Torneo a Lugo. Cosa aspettarsi? «Conteranno i falli e anche il ritmo sarà differente. Non dobbiamo essere una squadra che snobba gli avversari, bisogna essere umili e non predestinati, come alcuni ci dipingono. Mi dispiace che Pipitone, che sta lavorando molto bene, non sia riuscito a trasformare il lavoro che ha fatto durante queste settimane in pratica sul campo. Dobbiamo ancora lavorare, come nella gestione di Bottioni. Bisogna che diamo a ogni cosa che facciamo senso di grande responsabilità».

Da un coach all’altro, un grande ex a Ferrara (e ferrarese doc) e ora, appunto, alla guida di Treviso. Mobyt predestinata? Per Stefano Pillastrini è così? «Sono contento di quanto abbiamo fatto vedere, contro una compagine, la Mobyt, che è la migliore dell’A2 Silver, anche perché ha allenatore e gruppo storico da alcuni anni. Abbiamo subito, dopo di che, come accade in preparazione, abbiamo preso le giuste contromisure. Non dovevamo lasciare ad Hasbrouck molti tiri aperti. Ferrara ha avuto una grande fluidità di gioco, in campo si è mossa molto bene, così per noi è diventato tutto difficile, anche se dell’applicazione non posso che essere contento, anche perché abbiamo gestito i minutaggi di tutti. Se Ferrara è la squadra migliore del campionato, anche noi vogliamo fare bene. Abbiamo molto talento, allo stesso tempo abbiamo bisogno di più tempo di altre compagini, a livello di talento dico che non siamo secondi a nessuno e di come stiamo lavorando sono davvero molto contento. Il mio gruppo mi dà molta fiducia».

Ha parlato di Hasbrouck, ma cosa dice di Troy Huff? «Ha avuto alcuni problemi, come li hanno avuto i miei americani, cioè la conoscenza scarsa del livello del campionato italiano. Ha messo impegno e si è dato da fare, la produttività arriverà più avanti. Ha fatto cose normali, quelle che deve fare un ragazzo appena uscito dal college. Rispetto ai miei è avvantaggiato dal fatto che gioca in una squadra che già si conosce».

Lorenzo Montanari

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