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La Mobyt parte bene Poi soffre e va sotto Imola ko all’over time

La Mobyt parte bene Poi soffre e va sotto Imola ko all’over time

Hasbrouck è fuori gara, così è ancora Huff il trascinatore Con la solidità di Amici e Castelli il memorial è degli estensi

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Battendo ieri sera in finale l’Andrea Costa Imola (ancora priva di Bartolucci, Guazzaloca e Prato), la Mobyt ha conquistato il 1º Memorial Sante Seganti (99-91 il finale dopo un supplementare). A differenza della gara contro i padroni di casa di Lugo la Mobyt comincia con l’atteggiamento giusto, grazie soprattutto ai punti (12 al 10’) di Huff: 10-5 al 3’, 18-14 al 7’. Dall’altra parte è il lungo Perry (7 punti) a mantenere Imola in partita (22 pari al 10’). Grande equilibrio anche in avvio della seconda frazione: due bombe di Casadei danno ai biancazzurri un minimo vantaggio (28-24 al 13’), il tutto prima che l’esterno di Imola, Anderson, buchi da ogni dove il canestro biancazzurro. Sedici punti del numero 15 biancorosso (con quattro triple) consegnano alla compagine allenata da Ticchi ben undici lunghezze di vantaggio: al 16’, dopo il break di 4-19, Imola è avanti 32-43.

Hasbrouck è completamente fuori gara dal punto di vista offensivo (zero punti all’intervallo lungo), ci pensano Huff, Castelli ed Amici a riportare a “-5” la Mobyt (40-45 al 17’). Equilibratissimi i primi 7’ del terzo quarto (al 25’ arriva il primo punto di Hasbrouck), che vedono Castelli e Perry autentici mattatori (58-57 Mobyt al 27’). Ci pensa ancora una volta Huff ad allungare a favore dei biancazzurri, che arrivano a “+8” (67-59 al 29’). Castelli è davvero solido, Huff prende l’ascensore e spicca il volo dopo il passaggio al tabellone di Hasbrouck (80-70 al 33’). Bushati ed Anderson non mollano per Imola (82-74 al 36’, con 11 punti dell’italo-albanese). Finale incredibile: a -4” Anderson fa 2/3 dalla lunetta e le compagini vanno all’overtime (88 pari, 6-14 di break in 4’).

Huff, Amici e capitan Ferri allungano definitivamente a favore dei biancazzurri, che conquistano il Memorial Seganti in maniera davvero rocambolesca ma decisamente intensa.

Lorenzo Montanari

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