Il Sant’Agostino pensa al riscatto
Presidente e mister all’unisono: domenica in casa servono i tifosi
SANT'AGOSTINO. Dopo le prime due partite giocate in trasferta, il Sant’Agostino, domenica debutterà in casa contro il Castellarano. I ramarri sono già chiamati al riscatto, reduci da due sconfitte.
«A dire il vero - commenta il presidente del Sant’Agostino, Bruno Lenzi - sapevamo di dover affrontare un girone più difficile rispetto a quello che in cui eravamo inseriti la scorsa stagione, comunque non è nel mio dna e nemmeno in quello della mia squadra piangersi addosso, dopo questo brutto inizio di stagione, mitigato per altro dal passaggio di turno in Coppa Emilia. Speriamo che la nostra prima vittoria coincida con il debutto tra le mura amiche. Comunque, siamo fiduciosi per questo campionato, la rosa della squadra è ottima, abbiamo disputato un ottimo pre-campionato e domenica cercheremo di conquistare i primi punti della stagione. È anche vero - continua Lenzi - che quest’anno dovremo percorrere quasi mille chilometri per le trasferte, in quanto il girone ci porta nel Modenese e nel Reggiano. Non conosciamo assolutamente niente delle squadre che incontreremo, è tutto nuovo. Al pubblico voglio dire di darci una grande mano: ci deve incitare, anche se i miei ragazzi sono motivati».
«La nostra - dichiara il tecnico ramarro Marco Ferrari - è stata una partenza a handicap e non ce l’aspettavamo assolutamente. È vero che abbiamo giocato sotto tono, ma è altrettanto vero che i nostri avversari erano alla nostra portata. La squadra, a parte Carpeggiani che è un infortunato di lungo corso, sta bene, dobbiamo cercare di rimediare a queste due partite nate male e finite peggio. Ora dobbiamo però riscattarci, vogliamo tornare a vincere. Il passaggio di turno in Coppa Emilia - continua Ferrari - ci dà un’ulteriore responsabilità, in quanto nel mese di ottobre saremo pieni d’impegni sia in campionato che in Coppa, ma cercheremo di dare il meglio in questa stagione appena iniziata. Speriamo che il pubblico ci dia una grande mano».
Gabriele Sbattella
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