Spal, deliziosa oliva all’ascolana
Calcio serie C. Buona prova globale, vittoria meritatissima. De Cenco cambia la partita
FERRARA. Probante e meritatissima. Gustosa. La Spal rifila... un’oliva, ovviamente all’ascolana, e si impone senza troppe discussioni sui marchigiani. Deludentissimi in misura direttamente proporzionale agli evidenti meriti dei biancazzurri. Brevi infinocchia il collega avversario Petrone, azzecca tutte le mosse e gli dà scacco matto.
Cambio di modulo
Senza l’infortunato Lazzari ed i difensori centrali Giani (pure per guai fisici) e Silvestri (squalificato), il tecnico spallino mette un centrocampista in più (Landi), sposta Legittimo al centro, fa esordire Rosina come terzino sinistro ed arretra Capece nel mezzo della retroguardia, passando alla difesa “a cinque”. La stessa mossa che fece l’anno scorso a Catanzaro (spostando all’indietro il mediano Vitiello) trovando la quadratura del cerchio. Prematuro affermare adesso se la stessa cosa varrà per questa Spal, di certo ieri la squadra è stata più stretta, più corta, più compatta. Il tecnico ha privilegiato la copertura, dando la sicurezza che necessitava, e giovandosi del lavoro oscuro di Filippini come mezz’ala e di quello “sporco” di Germinale tra centrocampo e attacco. L’Ascoli ci ha capito poco o nulla, penalizzato dalle mosse assurde del suo allenatore. Già privo dell’infortunato difensore Pelagatti e dello squalificato trequartista Berrettoni, Petrone ha pensato bene di rinunciare al metronomo Pirrone, schierando un 4-4-2 che in fase d’attacco diventava 4-2-4, ma con il delizioso Chiricò penalizzato (nonostante sia stato il migliore) centralmente anzichè lasciarlo a briglia sciolta sulla sua fascia destra, la sinistra della Spal, laddove i biancazzurri erano più in difficoltà. Ruggiero a destra ha combinato nulla, ed in mezzo al campo l’Ascoli è stato un pianto.
Biancazzurri superiori
La Spal ha assunto il controllo delle operazioni, ha collezionato corner, ha sciorinato qualche buona azione e si è resa pericolosa con Fioretti (gran destro, alto), Germinale (colpo di testa alto, da due passi) e Landi (dribbling a rientrare e destro a lato di poco). L’Ascoli ha fatto qualcosina solo nell’ultimo quarto d’ora, quando Legittimo (buona prova: è un difensore centrale e non un terzino) si è immolato su Chiricò e poi quando Menegatti ha opposto i pugni alla conclusione dello stesso 7 marchigiano. Meglio la Spal, pur con i nei di qualche lancio lungo di troppo e di un Fioretti eccessivamente isolato.
Mosse decisive
La ripresa è stata tambureggiante. Paratona di Lanni su sventola di Germinale, brividi su cross di Ferretti. Poi la svolta. Due falli a centrocampo del pessimo e sgraziato Addae sono costati il doppio giallo e l’espulsione all’ascolano. Petrone ha tolto Ruggiero ed inserito Carpani per un 4-3-2 ma le mosse vincenti sono state di Brevi. Prima De Cenco per il pur bravo (ma troppo solo, e stanco) Fioretti, poi Finotto per Rosina, con passaggio al 4-4-1-1. De Cenco ha cambiato la gara: tecnico, mobile, generoso, sa giocare per la squadra come concludere, ed ha sfiorato tre volte il gol. Finotto ha dato velocità e profondità. Lanni ha detto no a De Cenco, che dal conseguente corner ha sfoderato una super mezza rovesciata con prodezza del portiere. Parentesi per un decisivo salvataggio di Legittimo su Perez, poi ancora Spal e bellissima rete decisiva: De Cenco a Filippini, cross da destra, perfetto inserimento di Finotti “a tagliare”, anticipo su Cinaglia e capocciata in rete. Nel finale la Spal ha commesso l’errore di portarsi in area l’Ascoli, così da rischiare in un paio di circostanze (gran parata di Menegatti su Perez, acrobazia di Carpani con palla alta), ma ha anche punto con Finotto (ottimo Lanni). In definitiva, un successo logico e meritato. Terzo risultato utile di fila, un’altra gara senza gol al passivo (sarebbe stata la terza senza l’assurdo rigore regalato al Gubbio). La barca si sta raddrizzando.
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