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Tegola-Gasparetto: legamenti e menisco

Tegola-Gasparetto: legamenti e menisco

A oggi si esclude l’operazione ma ci sarà un’altra visita

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FERRARA. Guai anche per Daniele Gasparetto che va ad aggiungersi alla lunga lista degli indisponibili (per infortunio o squalifica) che attanaglia la Spal in difesa centrale.

La situazione

Ieri mattina, dopo il primo dei due allenamenti a porte chiuse (il secondo è previsto per oggi, sempre alle 11 e sempre al Centro) lo staff tecnico biancazzurro ha fatto il punto della situazione, ma pare ormai chiaro che domani con la Lucchese (stadio “Paolo Mazza”, ore 12.30) si andrà verso la riconferma del 5-3-1-1 visto contro l’Ascoli. Il modulo ha portato bene, peccato che manchino gli interpreti per la sua applicazione. Già perché in via Copparo i difensori, specialmente quelli centrali come detto - sono diventati merce rara. Nicholas Giani si è allenato a parte e anche lui se dovesse rientrare non sarebbe al meglio delle condizioni. Di sicuro non ci sarà Gasparetto.

«Ha sostenuto una prima visita specialistica, ma ne servirà un’altra più approfondita in programma giovedì prossimo – fa sapere in sala stampa il diesse Davide Vagnati -; la prima diagnosi parla di distorsione del legamento del ginocchio sinistro con un possibile interessamento del menisco; ad oggi si esclude però qualsiasi intervento chirurgico. Quanto a Giani, si è allenato negli ultimi due giorni e l’idea che possa giocare domenica l’abbiamo già da un po’. Aldrovandi sta recuperando e anche lui è tra i papabili. Il problema vero è che tutti i nostri giocatori si sono fatti male per contrasti di gioco e non per affaticamenti muscolari; questo ci fa capire che non è un problema di allenamento, ma di situazioni di gioco che ci vedono fronteggiare squadre che picchiano duro». Insomma, di necessità bisogna fare virtù o almeno provarci. Il nodo della difesa verte tutto sui tre possibili centrali che ad oggi, salvo poi essere smentiti dopo l’allenamento di rifinitura, potrebbero essere Legittimo, Capece e Giani al posto di Gasparetto: tutti mancini, una piccola anomalia se dovesse giocare contemporaneamente.

Parla l’allenatore

«Le riserve le scioglierò solo all’ultimo – fa sapere un abbottonato mister Oscar Brevi -, di sicuro avere tutti difensori che usano preferibilmente il piede sinistro non è una cosa che nel calcio funzioni tanto per come i giocatori si approcciano al campo (rari esempi in tal senso, come il tandem Materazzi -Samuel nell’Inter “che fu”; ndr). Ciò non vuol dire che non si possa fare. Il problema è che siamo sempre in emergenza e vorrei che ogni tanto anche le altre squadre lo fossero. Contro il Santarcangelo è stato uno stillicidio, ci hanno massacrato Lazzari e Giani. Una soluzione però si trova sempre e di sicuro ne metterò in campo undici».

Ed ecco l’avversario di turno, quella Lucchese che ad oggi vanta, manco farlo apposta, uno degli attacchi migliori della categoria quanto a gol fatti nelle prime cinque giornate di campionato: «Non sarà una partita semplice – continua Brevi -, la Lucchese ha battuto quel Pontedera da cui avevamo perso noi, corre molto e ha un paio di giocatori di esperienza in difesa. Adesso sta giocando col trequartista e da quanto ho potuto vedere è una squadra che finora ha fatto bene. E’ una squadra che corre tantissimo. Per quanto riguarda il nostro modulo di gioco, dico solo che è importante, ma nel calcio non bisogna guardare solo a quello, la differenza la fanno i giocatori. Ho voluto fare allenamento a porte chiuse (forse per scaramanzia; ndr) per preparare lontano da occhi indiscreti certe situazioni; l’Ascoli ad esempio aveva mandato un suo osservatore a seguire le ultime sedute».

Si giocherà all’ora di pranzo e per questo anche le abitudini degli spallini subiranno qualche modifica: «Faremo un’abbondante colazione alle ore 9, ricca di carboidrati. Io? Berrò... solo un caffè, come di consueto. I pasti più importanti, però, sono quelli nei due giorni che precedono la gara. Da giocatore io mangiavo nemmeno prima di scendere in campo, ma ognuno in questi casi si regola come vuole».

Corrado Magnoni

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