Allievi Nazionali, che avvio Tre partite e tre vittorie
Settore giovanile. Il gruppo di mister Perinelli sta destando ottima impressione Il tecnico: «Si lavora in funzione della crescita dei ragazzi. Il materiale è buono»
FERRARA. Tre partite, tre vittorie. Per quanto i risultati a livello di settore giovanile non debbano essere considerati più di tanto (anche se la prima cosa che viene chiesta è «cosa avete fatto?»), l’avvio di stagione degli Allievi Nazionali della Spal è davvero degno di nota. La squadra di Fabio Perinelli ha suggellato il suo ottimo inizio con l’affermazione esterna di domenica nel derby col Bologna. Curioso gioco di coincidenze, con Perinelli che di ritorno alla Spal dopo dodici anni va ad imporsi su una squadra rossoblu incrociata per la prima volta da avversario dopo un decennio alla guida delle varie formazioni del settore giovanile del Bologna.
Il credo di Perinelli può essere fotografato con tre concetti da lui così sintetizzati: «Provare a giocare. Prendere iniziative. Sbagliare e non aver paura di riprovare». L’allenatore spallino poi approfondisce: «Sono contento, è un buon inizio anche se è molto presto per fare bilanci e/o trarre conclusioni. La qualità del lavoro e la crescita dei ragazzi si potranno valutare ad aprile o maggio».
Sui princìpi applicati, Perinelli è chiaro: «Proviamo a giocare, ovunque. A livello giovanile è fondamentale una mentalità sempre positiva, dare una fisionomia, lottare su ogni pallone, attaccare gli avversari e non aspettarli. Poi, il calcio di oggi richiede molta aggressività e velocità, per questo non puoi insegnare tecnica individuale a... 2 all’ora: l’aspetto tecnico va migliorato in situazioni di gioco, come se si fosse in partita. Tattica? E’ relativa, non ne sono “malato”, ma è chiaro che viene presa in ovvia considerazione: lavoriamo sul singolo, sia a livello di tecnica di base che di tattica individuale e collettiva». Perinelli apprezza l’andamento dei suoi: «I risultati sono importanti perchè “fanno morale” e aiutano a crescere, si lavora con più agio. Inoltre va detto che ho un buon gruppo, che si sta adattando in fretta ad una nuova realtà: alcuni ragazzi vengono dal campionato Allievi Regionali, affrontavano anche squadre locali, mentre questo è un torneo con formazioni di club professionistici ove c’è più abitudine alla competizione. Certo bisognerà continuare a lavorare con grande applicazione».
Il materiale comunque non manca: «L’ho detto anche a Ruggero (Ludergnani, responsabile tecnico del vivaio spallino; ndr): qui ho trovato qualche giocatore in più rispetto anche a quelli di qualche annata nel settore giovanile del Bologna, società di categorie superiori e con un bacino ampio in cui pescare. L’organico è assortito bene e ci sono alcune individualità interessanti. Ma niente nomi, per ora: tutti devono crescere».
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