La Tramec alza bandiera Di Trani
Basket serie B. «E’ la Benedetto più forte in cui ho giocato, siamo da vertice»
CENTO. È la bandiera della Benedetto, con la quale comincia il quarto campionato. Simone Di Trani, play/guardia classe 1983, ama Cento ed è ricambiato. «Ho cominciato a giocare a 5 anni – raccontava ieri -. A Pavia ho disputato l’intera trafila delle giovanili, raggiungendo una partecipazione storica alle finali nazionali juniores. Poi ho cominciato a livello professionistico…».
Ricordi speciali?
«Broni, Catanzaro, a Pavia in A2… E’ stata fondamentale l’annata a Catanzaro, ad oltre mille chilometri da casa; a Pavia ero iscritto all’Università, facoltà di scienze motorie: bene, volevo vedere se riuscivo a conciliare entrambe le cose, vedendo se il basket per me poteva essere un lavoro».
E la risposta è stata positiva.
«Tutto vero. A Catanzaro la prospettiva era di giocare poco, invece ho giocato importanti e molti minuti. Dopo Pavia e Porto Sant’Elpidio, l’annata successiva ho avuto un incidente stradale: giocavo a Ribera e mi sono rotto il femore, ho perso la fase finale di quella stagione e l’avvio di quella seguente. Dopo otto mesi ho accettato l’offerta di Montevarchi: eravamo ultimi, abbiamo chiuso all’ottavo posto che significava playoff. L’annata 2009/2010 ho vinto a Recanati il campionato di B2».
Di Trani, parliamo degli anni centesi?
«Alla chiusura dell’esperienza a Civitanova Marche, eccomi arrivare a Cento. Firmai per tre anni. Conoscevo Cento indirettamente: Casadei e Quaroni mi avevano parlato di piazza calda che vive di pallacanestro. Il primo ricordo è stata la gara numero uno, a San Lazzaro, in C1: non sapevo che cosa aspettarmi, arrivarono 200 tifosi per una partita di quella categoria, annata strepitosa, chiusa con il successo del campionato. Bravi a ricreare l’entusiasmo».
E la Tramec di oggi?
«E’ la Benedetto più forte nella quale ho giocato – ha continuato Di Trani -, perché siamo lunghi e profondi. Ma anche le avversarie sono maggiormente agguerrite».
Obiettivi personali?
«Annata differente dalle altre. In C1 giocavo di meno che in B2. Nelle due ultime stagioni giocavo di più ed avevo maggiori responsabilità: dovevo fare canestro. Quest’ anno è diverso, anche perché ci sono più giocatori che possono fare canestro, così è come ritornare al mio primo anno a Cento, ed è stato vincente. A chi ci segue, l’anno passato hanno dato fastidio le molte battute d’arresto casalinghe, per fortuna siamo andati bene fuori casa. Finchè non ci sei dentro, non ti rendi bene conto di ciò che significa giocare a Cento: ai playoff persi contro Ravenna e Piacenza siamo sempre usciti fra gli applausi. Hanno capito che avevamo fatto il massimo».
Dove può arrivare la Tramec di quest’anno?
«Almeno sei compagini partono per vincere. Bisogna che costruiamo il fortino chiamato Pala Benedetto, chi viene qui deve essere perfetto per vincere. Cerchiamo anche di fare qualche colpo esterno. Non siamo i favoriti, abbiamo cambiato molto, ma vogliamo restare nelle posizioni di vertice».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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