Vulcano Ghiacci contro la Mobyt
Basket A2 Silver. Dopo un anno sabbatico il grande ex domenica arriva con Scafati: «Finora abbiamo sempre vinto»
FERRARA. Sono passati ormai dieci anni da quando Andrea Ghiacci, giovane promessa del basket italiano, arrivava a Ferrara. Era l’epoca della Legadue e del Basket Club, di Finelli e Dalmonte in panchina, e di Crovetti come general manager. Dopo una prima annata con semifinale playoff persa contro la Virtus Bologna, Ghiacci si sposta a stagione in corso a Caserta per poi tornare nel 2005/2006 ancora al Basket Club. Reggiano di adozione, Ferrara rappresentava per lui un trampolino di lancio. «E così è stato - ci ha raccontato ieri da Scafati, sua attuale squadra -. E’ stata una fase importante della mia carriera che ricordo con grande soddisfazione. Nella seconda stagione ci davano tutti per spacciati e invece siamo arrivati a giocarci una partita “secca” per la promozione in serie A, guarda caso proprio a Scafati. E qui quella gara la ricordano ancora, perché furono promossi (con Valli in panchina; ndr). Noi, invece, arrivammo molto stanchi e Scafati era davvero più forte e meritò la vittoria».
Giocatore esuberante, dalle eccellenti doti atletiche, Ghiacci da allora ha giocato in molte piazze italiane: ha conquistato la serie A con Caserta, poi ha vestito la maglia di Casale Monferrato; eccolo a Barcellona e Scafati prima di fermarsi per una stagione, quella scorsa. «Avevo la necessità di staccare la spina – racconta -. Dopo tanti anni sempre sotto pressione, sono stato fermo e mi sono guardato attorno. Ho osservato il basket da fuori ed ho visto un mondo che mi era cambiato sotto gli occhi. Inoltre dovevo capire cosa fare quando arriverà il momento di smettere di giocare, dovevo pensare al mio futuro. Ma poi è arrivata l’occasione di tornare in campo e di farlo a Scafati, quella che ormai è diventata la mia casa. Qui sto bene, mi sento in famiglia ed ho trovato la mia dimensione: quindi quando è arrivata la proposta ho accettato. In campo mi diverto, ho ritrovato entusiasmo. In più, abbiamo allestito una bella squadra e credo che potremmo toglierci soddisfazioni».
Prima tappa di questo nuovo cammino, guarda caso, a Ferrara domenica prossima per la prima giornata di A2 Silver. «Arriviamo dopo aver sostanzialmente vinto tutte le gara di precampionato. Siamo un bel gruppo, c’è una bella atmosfera e l’ambiente è molto positivo. Abbiamo giovani molto interessanti e americani affidabili come Hamilton e Simmons. Ci sono tutti i presupposti per fare un buon campionato e gli obiettivi li vedremo col tempo».
In testa Ghiacci ha ancora la pettinatura con la cresta? «Solo un accenno – risponde sorridendo – del resto ho una certa età e certe cose non me le posso più permettere. Col tempo sono diventato meno esuberante. Del resto non ho più vent’anni come quando ero a Ferrara». Ne compirà trentatre il 12 ottobre, ma siamo sicuri che in campo Ghiacci è sempre il solito simpatico guascone.
Mauro Cavina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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